Lo spreco ci illumina d’immenso?

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Di

20150106Gianini

di Spillo

L’altra sera, tornando dal lavoro, sono passato davanti alla Scuola media di Cadenazzo, il mio Comune. Le luci erano accese, tutte: quelle delle scale, quelle dell’atrio e quelle di alcuni corridoi. Sarà l’ambiente natalizio, dove l’ossessione per tutto ciò che è luminoso è d’obbligo, ma davvero non si capisce perché le luci di una scuola debbano restare accese 24 ore su 24. Le questioni sono due. Primo: la scuola è un edificio pubblico e il costo di quelle luci accese giorno e notte lo paghiamo noi. Secondo: è uno spreco senza senso.

A livello federale mettiamo in piedi grandi progetti per tutelare l’ambiente, penso alla “Strategia energetica 2050” per esempio, impegnandoci a uscire dal nucleare (salvo poi essere disattesi al Nazionale dalle solite marionette sulla busta paga dei potentati), incentivando così l’energia rinnovabile e agendo sul fronte del risparmio energetico. Risparmio energetico, capito? Eh sì, perché gli edifici sono responsabili della metà del consumo annuo di energia. Solo che poi cosa succede? Succede che lo Stato illumina gli edifici peggio di un solarium con dentro una signora di mezza età. Che coerenza.

Perché inquinare sprecando soldi pubblici in questo modo? Alcuni sostengono sia per prevenire la piccola criminalità, per rendere più sicuro il territorio. È risaputo infatti che quattro luci accese in una scuola in mezzo al niente fanno calare drasticamente la criminalità. Non per nulla Las Vegas è la capitale mondiale dell’onestà, giusto? Anche qui, sarà il Natale: finiamo col credere a ogni stronzata.

Iniziamo a spegnere le luci e magari troviamo anche i soldi per la socialità, quella vera, che permette, fra le altre cose, di prevenire le situazioni di disagio che conducono, in ultima analisi, alla criminalità. Meno luci nel nulla, e più riflettori sui problemi della gente.

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