Merito e regole ai tempi della Lega

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciProviamo a fare ordine e a farci qualche domanda: attività che, quando c’è di mezzo la Lega, partono di default.

La candidatura di Claudia Burgarella, veronese e residente a Lugano, viene scelta tra 143 domande e viene nominata responsabile eventi del LAC di Lugano da una commissione presieduta dal direttore Michel Gagnon. Bene, vince il merito? Neanche per idea.

Fiaccato da una pressione mediatica a senso unico che neanche Nixon sotto i colpi di Woodward e Bernstein, il probo Marco Borradori fa fare dietrofront al Municipio, il quale con 6 voti contro 1 (Masoni Brenni) annulla la nomina a Burgarella. Giustificazione: è stata la migliore, ma non ha tutti i requisiti. Ohibò, quali requisiti? Non ha un’esperienza pluriennale nel settore e non parla una seconda lingua nazionale. Il che fa parecchio ridere, leggendo l’italiano a dir poco stentato con il quale Tiziano Galeazzi sul suo profilo Facebook ha plaudito alla decisione del Municipio di Lugano. Giovanna Masoni Brenni non concorda, difendendo Gagnon e ribadendo come sull’annullamento della nomina abbia pesato quasi esclusivamente l’italianità della candidata. Bella roba.

Non bastasse questa figuraccia, ci si è messo anche Lorenzo Quadri. Che ha provato a mettere il carico da 11, tirando in mezzo l’ex municipale socialista Nicoletta Mariolini come responsabile dell’assunzione di Burgarella nelle file del Comune dopo neanche un mese di residenza in riva al Ceresio e sotto l’egida di un programma mirato all’assunzione di giovani ticinesi disoccupati. Ma Quadri prende una notevole cantonata, dato che l’ex municipale non c’entrava proprio niente. Ovviamente il mattinonline non ne ha dato notizia, ma l’assunzione non fu gestita da Mariolini, bensì dal Dicastero giovani ed eventi.

Restano le domande, dicevamo. Risulta difficile credere che, in un Municipio egemonizzato dal Nano e da Giudici, tutti i mali fossero colpa dell’unica voce fuori dal coro, soprattutto visto che le assunzioni di lavoratori con permesso B o C sono tutte state fatte dal Dicastero di Bignasca stesso. Colpa di Mariolini e del PS? E poi il Consigliere nazionale, municipale e direttore de “il Mattino della domenica”, tanto bravo a difendere l’illuminata dipendente che su Facebook ha dedicato a Manuele Bertoli endecasillabi da denuncia, come fa a non vedere la trave nel proprio occhio invece di cercare le pagliuzze, in questo caso inesistenti, nell’occhio altrui?

Queste e altre domande ci passano per la testa davanti a questa triste vicenda. Assieme al fatto che in tutto il mondo la Destra si accredita come movimento dell’integrità e delle regole. Ma in Ticino pare che la lezione numero uno di ogni manuale di scienza politica non sia stata capita.

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