Verde scuro, molto scuro

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Di

20150121riberti

di Andrea Riberti

Ieri mattina (sül Ceneri, la nòsa radio…) ho sentito Francesco Maggi, intervistato durante Albachiara a proposito del possibile, scellerato allungamento della pista dell’aeroporto di Magadino e dell’impatto che questo avrebbe sulle Bolle. Ne ha dato parere negativo, ovviamente.

Francesco lo conosco da anni. Abbiamo fatto gite in montagna con le racchette e discusso molto. Poi l’ho perso di vista. Già anni fa era un po’… come dire?… estremo. Ma per difendere l’ambiente, come lo fanno quelli coerenti fino in fondo, probabilmente bisogna esserlo. Almeno un po’.

Insomma, lo ascoltavo e non potevo che condividere le sue parole. Eppure sì, mi sentivo a disagio. Come se non riuscissi più a sentirlo dalla parte dei buoni, dei giusti. Conoscendo le sue idee molto schierate in favore della protezione dell’ambiente, non riesco ancora a capire come abbia potuto lasciare che i suoi Verdi si siano colorati di un verde scuro, molto scuro.

I Verdi erano un partito al quale ho sempre dato le mie preferenze a scapito dei komunistacci. Ora, ogni volta che sento parlare di loro, li percepisco come i nuovi Leghisti, con lo sgradevole effetto del gesso che stride sulla lavagna.

Sì, è vero: qualche Verde che ci crede e vuole lottare per l’ambiente, sempre e comunque, c’è ancora. Alcuni se ne sono andati. Altri, mi è stato detto, rimarranno fino alle elezioni e, a dipendenza del loro esito, decideranno cosa fare. Come dire: se il partito avrà successo resterrano (molto ipocritamente), altrimenti fuggiranno come i topi dal naufragio del vascello.

Possiamo anche fare del sarcasmo, riderci sopra. Ci sta. Ma a me questi nuovi Verdi del Ticino rattristano assai.

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