A Claro il diavolo si nasconde nei dettagli

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Di

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di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnottiMa insomma, cos’ha fatto di male questo povero Municipio di Claro, inventore di un adesivo per le ditte che assumono solo residenti? È una cosa buona per i lavoratori indigeni, no? E allora perché tutto ‘sto casino? Ecco, la Sinistra difende i frontalieri!

Beh, non è così semplice. Perché, come al solito, il diavolo si nasconde nei dettagli. Per capirlo bastano due esempi. Di fantasia, ma verosimili.

Gesualdo ha una piccola azienda attiva nell’edilizia. Ha tre dipendenti. Due sono frontalieri. A Gesualdo non potrebbe fregare di meno della provenienza dei suoi dipendenti. Anzi, no: se potesse, lui assumerebbe solo residenti. Ma Gesualdo non può: nell’edilizia, lo sanno tutti, trovare maestranze ticinesi è un problema e i frontalieri sono una risorsa indispensabile. Sicché Gesualdo ha assunto due frontalieri per necessità. Del resto nel suo settore c’è un contratto collettivo, perciò lui paga tutti allo stesso modo. Di sicuro Gesualdo non pratica il dumping salariale.

Genoveffa ha un piccolo studio di grafica. Ha due dipendenti, entrambi ticinesi. Anche a Genoveffa non potrebbe fregare di meno della provenienza dei suoi dipendenti: a lei importa solo pagarli poco. E ci riesce: ha trovato due giovani che, pur di tirar su qualcosa e non restare in disoccupazione, accettano un posto al 100% per 2’300 franchi al mese. Se chiedono un aumento, Genoveffa replica stizzita: “Accontentatevi, altrimenti piglio due frontalieri. Almeno quelli non rompono”.

Genoveffa merita l’etichetta di “azienda virtuosa che assume solo residenti e fa il bene del Ticino”. Gesualdo non la merita, perché lui fa lavorare i frontalieri e quindi sembra stronzo. Clap clap clap: applausi leghisti.

Adesso venitemi a dire che l’etichetta di Claro non è una boiata.

Dovremmo smetterla di ragionare in termini di residenti e di frontalieri. C’è solo una categoria con l’interesse a metterci gli uni contro gli altri: i datori di lavoro infami che puntano solo al profitto a ogni costo e cercano di pagare tutti, residenti e frontalieri, il meno possibile.

Se a Claro si fossero inventati l’etichetta di “azienda che paga un salario minimo di 4’000 franchi”, non ci sarebbe stato nulla da recriminare. Ma sarebbero andati a infastidire troppa gente. Invece, com’è ovvio, è tanto più semplice prendersela coi frontalieri per proporre soluzioni facili da capire. E sbagliate.

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