Far tirare la cinghia alla scuola

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Di

20150226loub

di Lou B.

Hai famiglia? Hai figli in età scolastica? Hai ancora qualche chilo da perdere dopo le abbuffate natalizie e temi la prova costume? Niente paura, a tutto c’è rimedio! Vieni a vivere nella Grande Lugano: verrai accolto dal programma “Tiriamo la cinghia fino all’ultimo buco”, un programma del budget familiare e delle opportunità negate, che immancabilmente ha toccato anche la Scuola dell’infanzia e quella elementare.

Si inizia con i dati ufficiali e accertati, come l’aumento della tassa di refezione per la scuola dell’infanzia, che è passata da 42 a 58 franchi mensili. Da notare l’eleganza con la quale è stata comunicata questa notizia: con una breve ordinanza distribuita via email alle Direzioni e smistata in seguito alle docenti, che l’hanno stampata e distribuita alle famiglie. Un vero tocco di classe.

Ma le sorprese non finiscono qui. Anche se per il momento non si hanno ancora certezze ufficiali, cari genitori, preparatevi a una lunga lista di tagli o modifiche. I nostri figli potrebbero dire addio ai corsi di nuoto, all’asilo estivo, alle borse di studio, alla chiusura di una sede di scuola montana, ad alcuni servizi di trasporto casa-scuola, ai corsi extrascolastici proposti durante le vacanze, ai doposcuola, al servizio dentario. Potrebbero aumentare i costi a carico delle famiglie per le varie mense, così come il numero di allievi per classe (riducendo di conseguenza anche il numero di docenti), mentre per il secondo anno consecutivo è diminuito il budget per l’acquisto di materiale scolastico.

Si potrà sopravvivere a tutto questo? Sicuramente sì, ma ecco la domanda più importante: è giusto tutto questo?

No, non lo è.

I bambini sono il nostro futuro e noi dobbiamo difenderli e parlare per loro. Non devono pagare per una gestione politica che per anni ha inghiottito e sperperato i soldi pubblici, ostentando una ricchezza che in realtà non c’era.

Togliere qualità alla scuola vuol dire far partire i nostri ragazzi con una base debole. Non se lo meritano. Non permettiamoglielo.

(Foto: B. Arapovic)

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