I veri Svizzeri

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Di

20150225sandor

di Sandor

Grazie, Lorenzo. Sono sollevato: mi hai spiegato che io sono uno Svizzero vero. Infatti ho un solo passaporto: quello rosso. Sai, parlo anche dialetto. Credo che sia addirittura la lingua in cui penso.

Eppure metà di me arriva da Pavia, dalla Lombardia. Mio nonno, quel nonno lì, è stato un bersagliere, ha combattuto per la sua Patria. Non che io sia militarista. Anzi. Ma era per dire, in fondo lui avrebbe avuto tante cose da dire a chi se ne sta bello tranquillo eppure si lamenta lo stesso.

Beh, che sollievo ora che so di essere uno Svizzero Doc.

Ma ora che faccio? Uno dei miei figli ha la doppia cittadinanza. Lo ripudio, lo considero un corpo alieno, lo caccio via? Non è svizzero come me, non è puro, non lo è abbastanza, secondo il tuo pensiero, Lorenzo. Eppure l’ho generato anch’io.

Ma che casino, non ci capisco più nulla: la sua nonna paterna, mia madre, era patrizia, ticinese che più ticinese di così non si può. Con la cultura dell’alpe dentro. Mentre il suo nonno materno era anche lui italiano, al pari dell’altro avo bersagliere. Un maia ramina, ma al suo funerale non c’era nemmeno lo spazio per tutte le persone arrivate a ricordarlo. Sembrava un movimento di popolo. C’erano bandiere delle filarmoniche, dei cacciatori, del CAS, del Comune. Per un Italiano, Lorenzo, pensa. Mai diventato svizzero.

E che faccio con gli altri miei figli che sono solo svizzeri e hanno un fratello che invece ha voluto la doppia cittadinanza?

Ma per fortuna ci sei tu, Lorenzo Quadri, che hai deciso chi sono i veri Svizzeri di Serie A e quelli solo di Serie B. Grande. Anche se poi proprio dalle tue parti non è che tutti possano vantare la purezza della razza… Allora che farai? Li butterai fuori?

Io intanto preferisco pensare che intorno a me ci siano solo e semplicemente esseri umani.

(Foto: Blackcat)

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