L’isola dei fumosi

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Di

20150217cassandra

di Cassandra

Sì, io guardo “L’isola dei famosi”. E no, non riesco a farne a meno: lo ammetto. Ma chiedo comunque venia.

A me non interessano tanto le dirette fiume della grande seratona dove Alessia Marcuzzi non perde l’occasione per mostrare il suo stacco di gamba, ricordandomi che le mie sono almeno 30 centimetri più corte. A me affascinano le puntate giornaliere, quelle dove vedi la mera sopravvivenza. Le situazioni dove il VIP si spoglia della sua sicumera e diventa un primate affamato, litigioso e meschino. Datemi retta: “L’isola dei famosi” è uno dei più affascinanti esperimenti antropologici dopo gli studi sui gorilla di Dian Fossey 30 anni fa.

Guardo quelle puntate per scoprire se Rocco riuscirà a tenere il suo serpente nelle mutande e se proprio non ci riesce spero tanto che lo faccia con la più sfigata di tutte e non con la bellona di turno, tutta tette e culo sodo. O se Rachida riuscirà ad aprire un cocco senza amputarsi le dita col machete. Voglio vedere se le gemelle Donatella riusciranno a pescare una triglia o se Cecilia Rodriguez, la sorella brutta di Belen, riuscirà a trovare una mutanda per coprirsi. Che poi questa dei “cugini di” è un’abitudine dei produttori dell’isola: la mamma di Valeria Marini, la sorella di Belen, la ex fidanzata di Balotelli… e l’anno scorso pure la sorella di Balotelli. Aspettiamo a grande richiesta la nonna di Balotelli per la prossima edizione.

Quella che invece proprio non sopporto è Cristina Buccino: la classica maggiorata di cui conosciamo già la fine. Eh sì, perché anni di pin-up ci hanno abituate al degrado fisico di queste veline caraibiche. Giovani fanciulle già snelle che a furia di privazioni diventano scheletriche. Dopo due mesi di isolamento sembrano la pubblicità di un ossario, ma le tette no. Quelle, visto che sono di silicone, rimangono gonfie e turgide, dando all’insieme un risultato decisamente disturbante.

Chi mi fa tenerezza invece è Valerio Scanu. Si vede che è uno sfigato, poverino. Ce l’ha stampato in faccia. Sono sicura che alle Elementari era la classica vittima del bullismo. L’apice l’ha raggiunto quando in diretta gli hanno fatto vedere i suoi chihuahua e piangendo ha sussurrato: “Sono quasi tutta la mia vita”. Più sfigato di uno che vive per quattro chihuahua c’è solo chi vive per cinque chihuahua.

Insomma, i famosi non sono così “fumosi”: in fondo hanno un certo spessore.

Sì, ci sono i deboli, quelli destinati a soccombere nella catena alimentare, ma poi emergono i veri leader, come Al Bano anni fa. Un guerriero dei sette mari, un Robinson Crusoe della canzonetta italiana.

E datemi retta: quest’anno un altro campione sorgerà dalle sabbie honduregne. Rocco Siffredi dimostrerà di potersi erigere non solo a livello inguinale, ma anche di sopravvivenza. Scommettiamo che sarà lui il nuovo vincitore dell’isola?

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