Salari giusti, economia marcia, lavoratori con le pezze al culo

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di Carlo Zoppi

In Ticino servono misure concrete a tutela dei lavoratori per far fronte al dumping e alla sostituzione della manodopera locale con i frontalieri. Preoccupazioni legittime che non troveranno risposta nei contingenti, fatti per proteggere i padroni e non chi lavora.

Dobbiamo rafforzare le misure di accompagnamento alla libera circolazione inasprendo le multe, estendendendo i contratti collettivi di lavoro e aumentando i controlli. Naturalmente PPD, PLR e Lega si oppongono quando si stratta di proteggere veramente i lavoratori, giusto per ricordarci come si gioca con i problemi della gente per trarre vantaggi elettorali, ingrassando allo stesso tempo i padroni d’azienda che ne infoltiscono i ranghi. Sarebbe ingiusto dimenticarsi degli ambienti padronali, che la libera circolazione la vogliono eccome, ma non vogliono assumersene le responsabilità, impedendo in qualsiasi modo la stipulazione di contratti collettivi e qualsivoglia misura d’accompagnamento. Ora che la soglia minima franco/euro è caduta piangono miseria, mentre lavoratori e ceto medio ticinese sono anni che si impoveriscono vedendo erodersi il proprio potere d’acquisto.

La debolezza di un Paese si dimostra anche nelle scarse prospettive che vengono date ai giovani. Così come nella vicina penisola, un numero sempre maggiore di Ticinesi è costretto ad andare a lavorare in Svizzera interna o all’estero. Lasciare la propria casa e i propri affetti non è scelta da poco, ma quasi sempre si parte alla ricerca di retribuzioni soddisfacenti e di un sistema meritocratico che favorisca le competenze individuali, componenti essenziali per un’economia che non voglia accontentarsi di farsi trainare dagli aiuti statali o che non voglia svendere il proprio territorio ad aziende a debole impatto economico del Nord Italia che assumono quasi esclusivamente frontalieri.

È quindi chiaro che occorre introdurre un salario minimo cantonale di 3’500 franchi, seguendo l’esempio del Canton Neuchâtel che da tempo vive problemi simili ai nostri dando lavoro a moltissimi francesi. Solo in questo modo si potrà impedire l’erosione delle retribuzioni che favoriscono i frontalieri sottopagati in questa guerra fra poveri con i lavoratori ticinesi, dove chi ci guadagna sono i datori di lavoro.

(Foto: rocketjim54)

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