Un Pulitzer per il “Corrierone”

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Di

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di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnottiLo so: adesso diranno che ne sto facendo una questione personale. Beh, me ne sbatto. Che poi è pure un po’ vero. Perché mi girano. Oh, se mi girano. Però, in tutta onestà, non c’è solo quest’aspetto. C’è anche l’importanza di far sapere a chi legge come deve interpretare quell’aggettivo “indipendente” lassù, sopra la testata del “Corriere del Ticino”. Per farlo, non ci sarà nemmeno bisogno di commentare: esporre i fatti nudi e crudi e presentare un’immagine basterà.

18 settembre 2013. Per la pubblicazione su “Confronti” (mensile con alcune centinaia di lettori) di un solo articolo, le “10 domande al carpa”, firmato con uno pseudonimo la cui reale identità non verrà mai rivelata, Marco Cagnotti, direttore della rivista, viene condannato dal giudice Siro Quadri a 15 aliquote sospese con la condizionale per mancata omissione di pubblicazione di un articolo punibile. L’indomani il “Corriere del Ticino” esce con un articolo di apertura in cronaca cantonale su cinque colonne, con una grande foto e una fotina del condannato, un box didascalico con lo sviluppo temporale della vicenda e anche un commento indignato.

17 marzo 2015. Per la pubblicazione di alcuni articoli sul “10 Minuti” (trisettimanale con molte migliaia di lettori) firmati da lui stesso, Boris Bignasca, candidato al Gran Consiglio ed esponente di spicco della Lega dei Ticinesi perché figlio del fondatore del partito, viene condannato dal giudice Siro Quadri a 40 aliquote sospese con la condizionale per ingiuria e diffamazione. L’indomani il “Corriere del Ticino” esce con un breve articolo a fondo pagina su due colonne con un’asettica descrizione dei fatti.

Da ultimo, per l’ennesima volta, la solita domanda, alla quale da Muzzano nessuno si è mai degnato di rispondere: dove stampa e stampava i propri giornali (compreso il “10 Minuti”) la Lega dei Ticinesi?

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