Ancora sulle bestialità di Robbiani

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Di

20150310giuseppez1

di Giuseppez Z.

faccinaGASgiuseppezMi permetto di tornare sulle atroci frasi di Massimiliano Robbiani. Perché il tema non è chiuso per niente.

Sinceramente non me ne frega niente delle scuse di Robbiani. E nemmeno mi interessa se il bersaglio di Robbiani era una candidata al Consiglio di Stato o una sua conoscente o chicchessia.

Leggere quelle frasi è stato uno choc.

Massimiliano Robbiani è un Municipale di un importante Comune di questo Cantone. È un membro del Parlamento di questo Cantone, eletto brillantemente nel 2011. Rappresenta i cittadini di questo Cantone, ci piaccia o no.

Le parole di Massimiliano Robbiani sono intrise di inumanità, sono indecenti, sono l’espressione più volgare del sentimento abbietto dell’eliminazione fisica di qualcuno. Nessuno si permetta di scusarle! Non siamo di fronte a una banalità, non gli è “scivolata la frizione”, come hanno scritto alcuni giornalisti incoscienti, teppisti della parola.

L’assassinio è il reato peggiore del codice penale: l’unico punito con l’ergastolo, assieme agli atti terroristici e il genocidio. Affermare di voler bruciare una donna in un camino altro non è che un pensiero assassino. Un pensiero che non deve aleggiare nella testa di nessuno, men che meno può aleggiare nella testa di chi ci rappresenta pubblicamente!

Viviamo in una repubblica liberale, noi. Purtroppo tutti possono dire qualsiasi bestialità. E quindi forse le parole di Massimiliano Robbiani non sono un reato perseguibile penalmente. Ma sarebbe bello vedere in questo Cantone alzarsi l’indignazione politica. Robbiani dovrebbe dimettersi da tutti gli incarichi pubblici. E tutti i presidenti di tutti i partiti di questo Paese dovrebbero chiederlo a gran voce.

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