Caro Blocher, le spiego le dittature

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Di

20150302Scarinci

di Jacopo Scarinci

Caro Christoph Blocher, lei sabato a Nottwil, davanti alla platea dei suoi delegati di partito, ha detto che in Svizzera sta avendo luogo un colpo di Stato. Mi permetta allora di spiegarle brevemente cosa siano i colpi di Stato e le dittature.

Anzitutto le consiglierei di studiarsi la figura di Alekos Panagulis, che davanti a un colpo di Stato vero, quello dei Colonnelli greci, non piegò la testa e pagò con indicibili torture la sua avversione a una giunta militare sanguinaria. Oggi in Grecia nemmeno i membri di Syriza osano definire “dittatura” l’Unione Europea in confronto a Papadopoulos, Pattakos e Makarezos. Faccia lei.

Leggo che lei ha quattro figli, Blocher. Sa chi erano le madri di Plaza de Mayo? Erano madri disperate, perché i loro figli che si opponevano alla dittatura militare argentina nella seconda metà degli Anni Settanta venivano sistematicamente arrestati, torturati e i più fortunati uccisi subito. I più sfortunati, invece, venivano caricati su aerei e una volta in cielo buttati vivi nell’oceano. Desaparecidos. Scusi, è una lingua straniera: Verschwundene. Ecco.

Caspita, sto parlando solo di dittature fasciste! Va bene, la soddisfo subito: conosce Jan Palach? Non aveva neanche 21 anni quando si diede fuoco a Praga, in Piazza San Venceslao, per protesta contro la repressione militare sovietica della Primavera di Praga. Anche il Patto di Varsavia non scherzava con le dittature.

Allora, caro Blocher, la prossima volta che vorrà parlare di colpi di Stato e di dittature, di grazia, abbia prima la decenza di studiare la storia, definita da Cicerone “maestra di vita”.

Come lei saprà sicuramente.

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