Il fumetto contro la chiusura a riccio

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Di

20150308Scarinci

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciForse qualcuno si ricorda di aver notato, l’estate scorsa, dei singolari cartelloni sparsi per Lugano raffiguranti cinque personaggi: vennero presentati così i protagonisti di “Corvi+Topi”, una graphic novel tutta made in Ticino arrivata al secondo episodio, uscito da pochi giorni.

La matita del ticinese Timothy Hofmann tratta un piccolo puntino in mezzo all’Europa, una minuscola regione di frontiera che sopravvive proprio grazie a questa sua peculiarità ma che, all’interno di una crisi globale, ha un Governo che farfuglia e fa scivoloni che neanche alla Resega, facendo degenerare tutto. Dichiarazioni paradossali e conflitti d’interesse, aggiunti ad anni di speculazione edilizia ed economica, sono stati trasposti in un universo fantastico e alternativo che viene presentato sotto l’inusuale veste del fumetto.

In questo secondo episodio, sempre ambientato nel 2036 in un Ticino chiuso da un muro dopo il colpo di Stato del Partito Riformista, scopriamo l’infanzia di Florence, la protagonista che nel primo capitolo avevamo lasciato in fuga e impaurita. Con un disegno chiaro e sempre in perfetto equilibrio tra il disincanto e la nostalgia, Hofmann dona, raccontando le vite dei protagonisti, anche una mappa del territorio: il quartiere Maghetti distrutto, il Parco San Michele circondato da grattacieli, la statua di Guglielmo Tell ancora venerata o stabili secolari scomparsi, come l’ex Sanatorio di Agra e Villa Branca a Melide. Un fumetto per adulti, ovviamente, nostalgico e riflessivo, che non punta il dito contro qualcuno ma analizza questo importante periodo di transizione che stiamo vivendo. E i rischi che stiamo correndo, anche se in pochi sembrano averlo capito.

(Foto: www.timothyhofmann.com)

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