Il negro in banca

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Di

20150311mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniTidjane Thiam è un negro. Fottutamente negro. Non come Barack. Non è beige o marroncino. Nemmeno marrone cioccolato. È proprio nero nero. Tidjane Thiam è franco ivoriano, e appartiene a quella nuova élite africana che ha studiato in Europa nelle scuole d’élite, dall’Ecole Polytechnique fino all’Ecole supérieure des mines. Ha anche ottenuto un Mba dall’Insead (Istituto europeo di amministrazione degli affari). Oggi questa nuova élite comincia a emergere anche nelle università africane in Kenya, Sudafrica e Algeria.

Thiam non è lo zio Tom. Per Thiam lo zio Tom è uno schiavo, una risorsa o un costo, proprio come per i suoi colleghi. E Thiam è diventato il capoccione in capo del conservatorissimo Credit Suisse.

Ma la cosa che mi fa morire dal ridere è pensare ai miei amici leghisti: quelli del “Troppi neri in nazionale” o “Troppi neri sugli autobus”. Quelli che per non passare per razzisti dicono “neri” al posto di “negri”, ma li disprezzano uguale. Quelli che se sei nero hai l’ebola o sei un asilante. Infatti non esiste che sei marrone e hai una bella macchina: o sei un extracomunitario e te l’ha regalata il generosissimo governo oppure l’hai rubata.

Tidjane Thiam, appena assunto, ha fatto fare un salto del 7% alle azioni del Credit Suisse.
Che ridere: un negro a dirigere una delle vacche sacre svizzere. Blocher, se fosse morto, si rigirerebbe nella tomba come un trapano a batteria.

Io non sono contento per Thiam, anche se c’è chi vedrà un riscatto africano in questo incarico. Io penso che Thiam sia competente e che prenderà paccate di milioni come il suo predecessore Dougan, mentre milioni di persone muoiono di fame o sono senza lavoro. Ma sono contento se penso che un immigrato di colore dirige il Credit Suisse, alla faccia di tutti quelli che gongolano quando qualche povero disgraziato affoga nel canale di Sicilia.

No, non tutti i negri sono immigrati pezzenti da prendere a calci nel culo. Anzi, magari domani un negro prenderà a calci in culo te, amico leghista, licenziandoti. Se non è giustizia questa…

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