La dittatura della maggioranza

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20150313shevek

di Shevek

faccinaGASshevekQuel che decide il popolo è la Sacra Verità. La Sacra Verità è Vera e Buona e Santa e va lodata e adorata hic et nunc et semper, in omnia saecula saeculorum. Dileggio e sputtanamento colpiranno chiunque osi criticarla o anche solo dissentire un pochino.

Ma che stronzata è? È presto detto: è la delirante idea della democrazia che appesta via Monte Boglia e il pattume mediatico che ne esce. Un esempio? Ecco qua.

Qual è l’abominevole colpa di Marina Carobbio? Il mancato rispetto della volontà popolare per aver espresso il proprio disaccordo sull’applicazione dell’iniziativa sul burqa. Orrore e raccapriccio! Come si è permessa? Come ha osato?

Ora, che Marina Carobbio fosse fin dal principio contraria a quell’iniziativa non è un mistero. Che quell’iniziativa sia stata approvata da 2 Ticinesi su 3 è risaputo. Che ora l’iniziativa debba essere applicata, nel rispetto della democrazia, è ovvio. Dev’essere anche ovvio, tuttavia, che applicare una legge non significa imporre a tutti i rappresentanti del popolo di approvarne e condividerne lo spirito che la anima. Che i rappresentanti del popolo possono e devono rappresentare anche le opinioni della minoranza che quella legge aveva disapprovato. Che una legge, anche se approvata dalla maggioranza, può essere ingiusta, immorale, stupida e/o dannosa. E che chi rappresenta il popolo, sempre nel pieno rispetto della democrazia, dev’essere libero di manifestare il proprio dissenso.

Invece, secondo la Lega dei Ticinesi, chiunque non si spiani su quel che ha deciso la maggioranza dei votanti merita di essere messo alla gogna. In sostanza, una volta che la maggioranza ha deciso, tutti gli altri devono stare zitti e non osare fiatare. Altrimenti sono cazziatoni.

In compenso se si scopre che un’iniziativa voluta dalla Lega ha conseguenze sgradevoli… oplà, la stessa Lega chiede subito di applicarla solo dove le fa comodo. Vogliamo ricordare che furono proprio Marco Borradori e Lorenzo Quadri a chiedere che il divieto del burqa non si applicasse a Lugano, per non infastidire le danarose turiste arabe venute sul Ceresio a fare shopping? Allora chi è che se ne sbatte della volontà del popolo?

Se c’è qualcuno che ha bisogno di un corso accelerato di democrazia e di coerenza, quelli sono proprio i Leghisti e i loro pennivendoli del mattinonline.

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