La procuratrice mancata. Per fortuna!

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Di

20150317zommerman

di Markus Zommerman

faccinaGASzommermann“Sempre più criminali, ma la priorità della giustizia ticinese qual è? Condannare un Bignasca. #iostoconbobo#”

Molti Leghisti hanno condiviso questa frase (e l’hashtag relativo) sui loro profili Facebook. Una frase riferita alla condanna in Pretura di Boris Bignasca per ingiuria e diffamazione in relazione ad alcuni articoli del figlio del Nano sul mattinonline e sul fu “10 minuti”.

I Leghisti ci hanno ormai abituati a queste cazzate. Dov’era l’indignazione dei Leghisti quando la Pretura condannava, su denuncia leghista, Cagnotti e Mordasini? Andava bene, ai Leghisti, che la giustizia ticinese perdesse tempo per processare e condannare due Socialisti. E andava bene anche – anzi, applausi! – quando altri Leghisti denunciavano Adriano Venuti. Un po’ di coerenza, Leghisti. Vi date al berlusconismo, ora? Toghe rosse?

Più di tutto è però sconvolgente che tra le primissime persone a postare questa frase ci sia Sabrina Aldi.

Sabrina Aldi, ex fiamma di Bignasca: colei che voleva diventare procuratrice pubblica. E che ora dimostra, scrivendolo nero su bianco, la sua personalissima interpretazione della “separazione dei poteri”. Perché un Bignasca, secondo Aldi, non dovrebbe essere condannato. Un Mordasini, un Venuti o un Cagnotti invece sì.

Forse – e non si offenda Sabrina Aldi – per il Ticino è stato un bene se il Gran Consiglio l’ha mazziata per ben due volte.

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