La spesa dove?

Pubblicità

Di

20150304redazione

della Redazione

faccinaGASufficialeA ben pensarci, sembra ovvio: loro vogliono la libera circolazione e noi gli diamo la libera circolazione. Ovvero: se mi tolgono il lavoro per darlo a un frontaliero, io li frego almeno un po’ e vado a fare acquisti in Italia, dove i prodotti costano la metà. Mica è proibito, no?

Vero.

Obiezione! Se tutti facessero così, l’economia ticinese andrebbe in vacca. E poi, se ragioni solo “pro saccoccia”, non sei migliore di chi, sempre “pro saccoccia”, ti ha licenziato per assumere un frontaliero e pagarlo la metà. Vogliamo avere un briciolo di tensione ideale o no?

Vero anche questo.

Contro-obiezione! Dite quel che vi pare, ma se io non comprassi in Italia non riuscirei ad arrivare alla fine del mese. Per me la spesa oltre confine è una necessità.

Vero pure quest’altro.

E allora?

Allora ogni posizione è legittima e qui non colpevolizziamo nessuno se va a fare acquisti in Italia. Però vogliamo aprire una discussione.

E lo facciamo con una domanda, per cominciare: se chi vive e produce e guadagna in Svizzera non è in grado di mantenersi in Svizzera acquistando beni e servizi in Svizzera… non c’è qualcosa di profondamente bacato nella nostra economia?

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!