Lettera aperta a Massimiliano Robbiani

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Di

20150310giuseppez

di Narses

Caro signor Robbiani,

premetto che non la conosco, se non per quello che lei lascia conoscere di sé attraverso i social network. Ma in realtà è proprio questo il punto.

Sono consapevole del fatto che lei ha chiesto scusa per gli insulti rivolti alla candidata del PLR Natalia Ferrara Micocci e peraltro cancellati dopo poco. Di sicuro è un gesto apprezzabile. Anche l’altro giorno, tuttavia lei insultava la candidata del PS Lisa Bosia suggerendole usi alternativi di una bottiglia, in risposta a una battuta della suddetta, e senza offrire scusa alcuna. Perciò, evidentemente, non è un fatto occasionale.

Signor Robbiani, se non sbaglio lei ha denunciato Adriano Venuti per averle dato dell’”animale” su Facebook. Per cui si dovrebbe supporre che, essendo sicuramente lei un uomo onesto e giusto ancorché molto spontaneo, sia contrario al decadimento del dibattito politico verso l’insulto.

Ora, signor Robbiani, pur presupponendo la sua assoluta onestà e correttezza, mi dica: se già lei va fuori controllo su un mezzo di comunicazione di per sé freddo e con tempi dilatati come un social network, in cui c’è tutto il tempo di prendere fiato e rispondere, come pensa allora di affrontare di nuovo le tensioni delle discussioni in Gran Consiglio senza che il suo carattere sanguigno abbia il sopravvento? Sicuramente lei è ben consapevole che una parola scritta si può cancellare, ma una parola detta no. Come pensa dunque di agire in un contesto in cui il dibattito politico è spesso acceso e senza dubbio appassionato e in cui una parola grossa rischia sempre di scappare? Intende, se verrà rieletto – e magari glielo auguro pure – passare buona parte della prossima legislatura scusandosi per gli insulti?

E nel dubbio, signor Robbiani, non sarebbe forse meglio ripercorrere tutte le proprie infelici e inopportune uscite pubbliche e magari fare un passo indietro rispetto a una carica che richiede delle doti di autocontrollo che lei non ha dato grande prova di possedere?

A meno che, signor Robbiani, non sia vero il famoso detto “Il Potere logora…”. In questo caso dobbiamo dedurre che questa sua carica di acredine sia essa stessa frutto della sua esperienza in Gran Consiglio. E che magari siano state proprio le tensioni negli ultimi quattro anni e il peso della responsabilità politica che grava sulle sue spalle a indurire i suoi modi di esprimersi in pubblico. O che magari lei sfoghi in altre sedi la violenza verbale che in sede istituzionale è obbligato a reprimere (anche perché, lo ripeto, è lei che ha denunciato Venuti per gli insulti su Facebook). In questo caso, caro signor Robbiani, vuole davvero lasciarsi logorare da una responsabilità che forse è eccessiva per la sua pur onesta e corretta persona? Vuole forse sottoporsi ancora a uno stress emotivo che poi sfoga altrove in improperi e insulti? Vuole proprio continuare a dare un’immagine di sé che probabilmente non corrisponde alla realtà? Ci pensi su.

E tanti auguri, davvero.

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