Blackout

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20150428scarinci2di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciSembra che l’Unione Europea si sia definitivamente incazzata con la Svizzera. Strano, eh?

Immaginate un matrimonio. La moglie, dopo aver firmato un contratto ufficiale con il marito, scopre all’improvviso che il marito non le piace più. Ebbene, non servono eminenti giuristi per spiegare che succede: o la moglie si fa andar bene un matrimonio che non le piace più oppure divorzia. Ma, se il divorzio non è consensuale, son problemi di chi se ne va, con tutto ciò che ne consegue: pagamento degli alimenti, risarcimenti, perdita della casa se non intestata. Insomma, se scegli di andartene, paghi tutte le conseguenze.

Lo stop che l’Unione Europea ha dato all’Accordo sull’elettricità con la Svizzera e il blocco di ogni altro eventuale negoziato non è una ritorsione, come sostenuto da quei simpaticoni del mattinonline, ma una semplice conseguenza. Se hai un accordo e pretendi di stracciarlo solo perché sei totalmente incapace di gestirlo, poi paghi le conseguenze, esattamente come la moglie che vuol lasciare il marito senza un accordo consensuale. L’Unione Europea, cioè il marito, sta semplicemente facendo il proprio gioco con un Paese, ossia la moglie-Svizzera, che vuol tenere il piede in mille scarpe: l’Accordo sulla libera circolazione no, non piace più, però tutti gli altri sì, è chiaro, anche perché, sapete com’è, se hai 8 milioni di abitanti contro 500 milioni di vicini di casa, un pelo, ma giusto un pelo ti devi adeguare, no?

Il fatto però è che chi si lamenta di questa situazione si sentirà sempre dire dall’Unione Europea qualcosa del tipo “Se non siete capaci di legiferare per gestire accordi che voi stessi avete preso, non è affar nostro”. E darle torto diventa un esercizio difficile.

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