I costi per la campagna elettorale: c’è chi c’è, c’è chi ci fa?

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di Pippi

Chi ha avuto occasione di pubblicare anche solo un’inserzione, un volantino o altro leggendo “il Caffè” di domenica scorsa è rimasto basito e si è sentito preso per i fondelli.

Sì, perché non passa giorno da oltre due mesi che dai manifesti cartacei o elettronici, dai volantini giunti nella buca delle lettere, dalla pubblicità su giornali e sul web, da altri gadget di partito e di candidati non ci arrivi un compiacente sorriso. Rileggendo la domanda posta ai candidati c’è da chiedersi se anche “il Caffè” non ecceda in compiacenza. Perché non basta instillare il dubbio. Bisogna anche essere più precisi nelle domande. Se chiedi “Quanto hai speso di tasca tua?”, è normale che qualcuno ti risponda “20 mila franchi” nonostante abbia tappezzato da mesi ogni strada: sono soldi suoi, li ha guadagnati e li spende come vuole. Se invece la domanda fosse “Quanto è costata la tua campagna includendo tutto (e qui un bell’elenco da segnare a crocette in modo che tutti possano controllare) e quanti di tasca tua?”, cosa succederebbe? La risposta dovrebbe essere un’altra. Quindi diventa evidente che qualcuno ha partecipato fattivamente alla tua campagna con donazioni in denaro o in servizi, e la trasparenza a questo punto è d’obbligo.

E ora due conti, giusto per il gusto di condividere…

Le due società di affissioni propongono costi da 500 a oltre 700 franchi per 15 giorni, a dipendenza del posizionamento. Se andiamo sui giornali il più gettonato è il Bitop Ticino, e qui ci vuole un esempio con i prezzi del 2014, visto che alcuni ci hanno dato dentro con l’inserzione a pagina intera. Nell’immagine sottostante i costi.

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Portali? Anche qui non si scherza. Per fare un esempio, Tio.ch vende uno spazio a 1500 franchi per cinque giorni, con visualizzazione random con le altre inserzioni, più altrettanti per la visualizzazione sull’app.

Quanto alla stampa i prezzi possono essere molto diversi a dipendenza di dove decidi di stampare (localmente o altrove), dalla quantità di prodotto, dal supporto scelto eccetera. In media per i manifesti (F12) si può ottenere un costo di 50 franchi l’uno e un prezzo simile per i plastificati (60×100 cm). Poi ci vuole un grafico che va bene essere amici, deve campare anche lui. Naturalmente sono previsti importante sconti per la campagna elettorale, che possono arrivare fino al 50% a seconda della frequenza delle pubblicazioni. Alcuni hanno scelto di limitare i costi di affissione e appendere manifesti, cartelloni e altro in cantieri, case e giardini privati. Mi chiedo se tutto ciò sia fatto nel rispetto dei regolamenti vigenti, e anche così aumentano l’inquinamento visivo.

Ognuno di voi a questo punto è in condizione di fare due conti, perché, se gli amici possono mettersi a disposizione per fare tante altre belle cosine per bontà loro (siti, torte, filmati eccetera), i costi citati sono da saldare.

Guardandovi in giro capirete che alcuni candidati e candidate e alcuni partiti hanno speso cifre ben più ingenti di quanto dichiarato, fino a raggiungere verosimilmente alcune centinaia di migliaia di franchi. Pensare che ci siano candidati e partiti che hanno la pretesa di dirigere il Paese e non si sentono in obbligo di rendere trasparenti i propri conti mi mette i brividi!

Questa volta ammetto di essere completamente d’accordo con quanto scritto da Marco Bazzi sul suo portale: una legge sui diritti politici i cui articoli 114 e 115 dovrebbero garantire la trasparenza dei finanziamenti ai partiti e ai candidati ma che è facilmente aggirabile con un semplice espediente contabile è una legge inutile e una presa in giro dei cittadini. È una legge che va cambiata, perché gli elettori siamo noi.

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