“Giovani” Comunisti

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Di

20150423giuseppez

di Giuseppe Z.

faccinaGASgiuseppezEbbene sì, il Partito Socialista è stato trombato e i Comunisti sono finiti in Parlamento. Non è una cosa malvagia. Ma il momento della vittoria non ci può esimere, alla fine di questa allucinante campagna elettorale, di farci dire un paio di cose che abbiamo preferito tacere nei giorni scorsi. Ci perdoneranno, i vincitori, se oseremo criticarli?

Diciamo allora della difficoltà che abbiamo con questi Giovani Comunisti, loro che di sesso ne fan tanto, la droga non li spaventa, il rock è duro. Evidentemente sono gli unici che sanno come non ci si annoia nella vita. D’altronde sono un partito di opposizione al sistema, loro. E quindi via con gli articoli acidi contro la GISO e a favore dei GLRT. Sacre alleanze. D’altronde parliamo di Giovani Comunisti che affermano la propria santità perché han fatto la guerra a un partito di vecchi, che sostengono che la GISO è eterodiretta dalla direzione del PS, come se la politica fosse solo uno scontro generazionale. Si vede che a casa Gaby tira aria di renzismo. Che ci vogliamo fare? Lasciamo che i Giovani Comunisti rimangano nel loro brodino monocolore. Autoreferenziali, non si indietreggia compagni! E d’altronde han vinto e, come dice Renzi, chi vince ha ragione in politica, giusto?

Basta osservare l’ultimo caso eclatante: la proiezione di un film indegno (“A serbian film”) alle Scuole commerciali, che in confronto “L.A. Zombie” a Locarno era roba per educande. Possibilità di critica alle scelte comuniste? Assolutamente no! Qualcuno fa notare che proiettare un film del genere nelle Settimane autogestite è inadatto? Bigottismo! È la società a essere violenta! Attacco alla libertà artistica! (Che detto dai Comunisti fa proprio sorridere…)

Che il comunismo abbia problemi con la violenza e col sesso lo sappiamo da un secolo circa. Che diventasse modus operandi della loro trasmissione culturale, oltretutto usando le nostre scuole e i nostri ragazzi (sì, l’educazione è bene comune, anche se pensano che sia roba loro), ci stupisce un po’. Invece di spargersi un po’ di cenere sul capo, cercando di capire che le proiezioni cinematografiche estreme devono avere una contestualizzazione delicata e di lungo periodo, legittimata, elaborata, invece di identificare il momento educativo come portante per la società, i Giovani Comunisti si appiattiscono sulla retorica. Basta leggere le parole del presidentissimo neoeletto, che la butta sul coraggio e sul facile moralismo per cui “la scuola non deve essere un mondo ovattato”. Cazzate, compagno! Ti rendi conto che la scuola non è internet?

La realtà è che il giovane Comunista bellinzonese è andato oltre. Il risultato è un fermissimo quadrato attorno a lui da parte delle più alte cariche del partito. Sparando contro i compagni della GISO, oltretutto. Evidentemente il Partito Comunista ha fatto fuori i suoi vecchi, sì, ma non è ancora riuscito ad affrancarsi dal vecchiume ideologico che lo contraddistingue.

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