Il tavolo di sasso: un magna magna

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Di

20150402Scarinci

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciMancano meno di tre settimane al 19 aprile e sarebbe ora che i partiti borghesi la piantassero di prendere per i fondelli gli elettori.

Già qualche giorno fa avevamo dato risalto all’alleanza UDC-PLR-PPD che i rispettivi presidenti stanno mettendo in cantiere: uno dei punti dell’accordo era la decisione di non puntare più su alcuna misura d’accompagnamento.

Il Consiglio federale – quello accusato da alcuni di essere la costola svizzera del Comintern, per intenderci – ha deciso di non parlare più, guarda caso, proprio delle misure d’accompagnamento, fondamentali per le regioni di confine come la nostra. Non sarebbe il caso che i candidati dei partiti che hanno appoggiato e deciso questo provvedimento lo spiegassero ai propri elettori ticinesi?

Prendiamo il PPD, che come slogan ha un simpaticissimo gioco di parole: “InFatti”. Bene, i Fatti di cui parlano sono questi: i loro rappresentanti a Berna hanno deciso di fare “ciao ciao” con la manina ad altre misure d’accompagnamento. Questo perché il fronte borghese, compresa l’UDC del “Prima i nostri”, è sempre più condizionato da un potere economico che sconfina sempre più pericolosamente nella politica, perché parla tanto di importanza del lavoro ma poi non perde occasione per prostrarsi ai poteri forti e varare misure che vanno nel senso opposto. Solo per fare un esempio: hanno aumentato le multe per gli abusi sul lavoro, dicono. Bene, ma che senso ha se congeli l’aumento degli ispettori del lavoro? Attendiamo risposta.

Non c’è bisogno di meno Sinistra, come preteso da qualcuno. Semmai c’è bisogno – e subito! – che certi partiti inizino a essere onesti con gli elettori, piuttosto. Sarebbe già un successo. Modesto, ma meglio del niente che vediamo.

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