La Lega e l’allergia al DFE

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinci“Incolpate sempre la Lega”, “Basta fare la corsa sulla Lega”, “Basta sparlare dei Leghisti”: questo è stato grosso modo il campionario di consigli giunti al GAS e alla Sinistra in generale dopo le elezioni. Ammetto che ci ho pensato, perché è chiaro: l’informazione, sebbene debba essere senza padroni e continuamente critica, dev’essere anche formativa, costruttiva. Stavo quasi per dargli ragione. Quando invece…

…quando invece mi sono accorto che non erano consigli, ma solenni cazzate. E me l’ha fatto capire Attilio Bignasca stesso. Al dibattito tra i presidenti e i coordinatori di partito andato in onda lunedì sera alla RSI, quando Herber e Ceschi gli hanno chiesto se Christian Vitta avrebbe ereditato il DFE da Sadis, l’Attilio ha esclamato un sincero e gioviale “Me lo auguro!”.

Insomma, il coordinatore del partito di maggioranza relativa in Governo si augura vivamente di togliersi dalle palle per altri quattro anni tutte le responsabilità sull’economia. Così, giusto per farsi due risate e cannoneggiare ogni domenica mattina chi dirige il DFE. Prima era “Lauretta Gnè Gnè”. Vitta cosa sarà, Harry Potter?

Forse, dico forse, la Lega ha confermato i due seggi soprattutto cavalcando temi come il lavoro e il frontalierato: assumersi la briga di chiedere lo strumento per provare a risolverli, cioè il DFE, sarebbe da movimento maturo e responsabile. Lo faranno Gobbi e Zali? Vitta per anzianità è l’ultimo a poter decidere, perciò prenderà l’unico Dipartimento che sarà rimasto sul tavolo della prima riunione. Attendiamo curiosi.

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