La tattica del salame

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Di

20150414shevek

di Shevek

faccinaGASshevekFunziona così… Prima ti dicono che il servizio pubblico fa schifo, non è efficiente, è pieno di lazzaroni fancazzisti, non applica la meritocrazia. Poi ti spiegano il sistema per farlo funzionare bene: basta liberalizzare il settore e privatizzare il servizio. Perché, grazie alla concorrenza (la parola magica!), gli agenti economici, per accaparrarsi più clienti e massimizzare il profitto, ottimizzano il servizio e riducono gli sprechi. Questo va bene per loro e anche per la clientela. E tutti vivono felici e contenti. Tu ci caschi, te la bevi come se fosse sciroppo e annuisci contento quando i servizi pubblici vengono privatizzati. Lo hanno fatto con la Posta e con le FFS, per esempio. Passano gli anni e…

…e tu sei contento del servizio? La Posta funziona meglio di prima? E le Ferrovie? Le tariffe si sono abbassate? La distribuzione è più efficiente? Gli uffici sono sempre più numerosi e distribuiti anche in fondo alle valli? Il trasporto è migliore? Le carrozze sono più pulite? No, dici? In compenso queste aziende fanno utili, sfruttano di più i propri dipendenti (prova a parlare con un postino, per esempio), versano cospicui bonus ai propri manager. E oplà! T’han fregato.

Adesso ci riprovano con la sanità.

Che in Svizzera la sanità sia un territorio di caccia per l’economia è un fatto ormai indegno di qualsiasi commento. Infatti le cliniche private si sprecano. Ora, se fossero complementari alla sanità pubblica, potremmo anche farcele andar bene: sono sempre posti di lavoro. C’è però un problema: loro non si accontentano mica e la sanità pubblica si mettono a rosicchiarla. Siccome sul territorio ci sono diversi servizi sanitari simili, ti spiegano i Liberisti, allora c’è ridondanza, c’è spreco, perciò sarebbe meglio evitare i doppioni, accorpare, tagliare. Quindi, se una struttura è già presente nella sanità privata, la sanità pubblica può farne a meno e appaltarla fuori. Vuoi un caso? La ginecologia. Paolo Beltraminelli ha la brillante idea di esternalizzare la ginecologia negli ospedali pubblici alla Genolier, proprietaria di alcune cliniche. Occhio, perché è lo stesso Beltraminelli che mira a chiudere gli ospedali periferici e a ridurre al lumicino l’offerta sanitaria nelle regioni discoste. Così, per dare il quadro generale del personaggio e del suo programma politico.

Notizia di ieri: la Genolier, per ottimizzare strutture, personale e costi, a propria volta appalta all’esterno. Nello specifico, affida l’anestesia a una ditta privata. Sicché nelle sue cliniche la Genolier non dovrà più assumere per forza medici anestesisti, ma potrà reclutare su chiamata gli specialisti esterni. Chi le ha dato il permesso di farlo? Il Dipartimento della sanità e della socialità diretto da Paolo Beltraminelli. Quello di prima? Proprio lui. Tu guarda, eh?

Ecco una delle tante, in apparenza insignificanti misure di privatizzazione. Si implementano. Passano quasi inosservate. Qualche rompicoglioni di Sinistra fa un po’ di chiasso. Pochi se ne accorgono. Tre giorni dopo è tutto dimenticato. Intanto però un altro pezzo di servizio pubblico se n’è andato. Un’altra fetta del salame è stata tagliata e, alla fine, non resterà più nulla.

Ma è un problema?

Sì, è un problema. Certo che è un problema. Nessuno nega l’importanza e l’utilità dell’economia privata. Ci mancherebbe. Non rimpiangiamo l’URSS, dov’erano statali anche le fattorie, i supermercati e i ristoranti. Però ci dev’essere un limite: i servizi fondamentali, quelli indispensabili a tutti. Perché si può fare a meno di andare al ristorante, ma tutti devono frequentare le scuole, usufruire degli ospedali, ricevere protezione dalla polizia. Se non poniamo quel limite, la naturale evoluzione deli liberismo sfrenato ci porterà a privatizzare anche l’esercito. Che, guarda un po’, è proprio quanto succede negli Stati Uniti, dove ai contractor mercenari si appaltano anche le guerre.

È questo che vogliamo? Abbiamo già privatizzato i nostri trasporti e le nostre comunicazioni. Vogliamo mettere anche la nostra istruzione, la nostra salute, la nostra sicurezza nelle mani di chi non si pone come priorità i nostri interessi ma solo il proprio profitto?

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