L’UDC, il “Popolo” e la lezione di Schmitt

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20150416Santerre

di Santerre

Marco Chiesa, interpellato sul fatto che l’iniziativa “Prima i nostri” se accolta non porterà alcun risultato perché quasi inapplicabile, ha risposto che sono abituati a questo genere di “critiche” visto che su quella del 9 febbraio gli dissero la stessa cosa.

No, non sono “critiche”, queste. Sono altresì considerazioni figlie di una perizia giuridica che definiscono l’iniziativa come inutile, riassumendo la pariglia. Le “critiche” sono un’altra cosa: si fanno alla stagione del Lugano, alla scelta di Zanatta come direttore sportivo dell’Ambrì, a un film, a un’interpretazione del “Teeteto” di Platone. Questa è una tranvata in testa alla loro iniziativa, punto.

Desta piuttosto curiosità il fatto che i Democentristi stiano lanciando un’iniziativa affinché il diritto svizzero prevalga su quello europeo, quando dimostrano di non conoscerlo. E di non conoscere nemmeno la differenza tra competenze cantonali e federali, gli accordi internazionali, insomma le cose che la perizia dell’Università di Zurigo ha consigliato loro di ripassare con urgenza. Esattamente come deve fare uno straniero in vista dell’esame per l’ottenimento della cittadinanza: avvilente per dei Destrorsi duri e puri, eh?

“Sovrano è colui che decide nello Stato d’eccezione”, scriveva Carl Schmitt. Il creare ad arte lo Stato d’eccezione per poi mostrarsi come i soli in grado di gestirlo fa parte di alcune delle esperienze più drammatiche del Novecento, a dimostrazione del fatto che a solleticare troppo gli istinti del “Popolo”, alle volte, si finisce male. Lo tengano presente quelli dell’UDC.

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