Socialismo e masochismo

Di

20150420Marchais

di Marchais

Facciamo mente locale, perché qua sembra di essere in una gabbia di matti.

Queste elezioni le hanno perse tutti: la Lega festeggia un raddoppio con un arretramento non indifferente, il PLRT ha mancato in pieno l’obiettivo ma festeggia perché la distanza con la Lega si è ridotta, il PPD aveva una lista della Madonna e arretra ma va bene, anzi benone visti tutti i Beltra-cincin di ieri sera. E il PS? Ha perso, dati alla mano, meno di tutti i partiti di governo, in un Cantone con innegabili tendenze fascistoidi: che altro poteva fare?

Vendersi meglio, ad esempio. Sergio Savoia ha preso un rimpallo in faccia che si ricorderà per tutta la vita, eppure è andato alla RSI solo verso le 20 a dire che, siccome la lotta era tra il PLRT e la Lega, per lui non c’era spazio, quindi amen, prossima volta: ecco come si vende un fallimento. E quando nemmeno di fallimento si tratta, come per il PS, che si dovrebbe fare? Forse evitare di andare alla RSI dopo la primissima proiezione dicendo che si ammette la sconfitta, che proiezione dopo proiezione è andata riducendosi a un solo punto e mezzo di arretramento: meno della Lega e del PPD.

Mentre Cattaneo predicava la calma e Beltraminelli faceva sfoggio della sua bellissima casa di Pregassona vista San Salvatore, il PS si era già messo KO da solo: perché, se l’emittente di Stato fa una diretta fino alle 22 e tu alle 15 vai a dire che hai perso, lo dovresti sapere che quello sarà il leitmotiv delle sette ore seguenti.

C’era una sola, semplicissima cosa da dire: “Siamo il Cantone forse più a Destra della Svizzera, e soli contro tutti abbiamo contenuto le perdite in un momento in cui per la Sinistra e le sue idee c’è pochissimo spazio. E ora ripartiamo”. Perché le sconfitte sono ben altra cosa rispetto a perdere meno del 2% in un Cantone come il nostro. E con Federali e Comunali alle porte non c’è tempo né per il masochismo né per il melodramma.

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