Un nuovo inizio

Di

20150420zommerman

di Markus Zommerman

faccinaGASzommermannIeri, nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio di Stato, il Partito Socialista ha perso circa l’1,5% e un po’ tutti parlano di sconfitta. Lo scrivono gli editorialisti dei quotidiani, lo sussurra la base e lo hanno detto chiaramente anche i vertici del partito.

In realtà, visto come si erano messe le cose in agosto (ricordate il cecchino per Bertoli?), io mi aspettavo che la Sinistra perdesse il 3 o addirittura il 4%. Il PS era diventato il capro espiatorio di tutti i mali di questo Cantone e tutti i partiti erano contro di lui. Già perché oggi non è facile fare una politica di Sinistra. Elettoralmente parlando, è certamente più pagante affermare che gli stranieri rubano e tolgono il lavoro a noi Svizzeri piuttosto che sostenere che chi arriva dall’estero rappresenta, nella stragrande maggioranza dei casi, un arricchimento. È certamente più facile prendersela con chi vuole farci abolire il segreto bancario, in un periodo in cui la piazza finanziaria luganese si trasforma in una fabbrica di disoccupati arrabbiati, piuttosto che sostenere che il segreto bancario rappresenta un problema etico, soprattutto se applicato a favore di chi evade il fisco nelle nazioni a noi vicine. È certamente più facile prendersela con il singolo frontaliere che con l’imprenditore che lo ha assunto. È certamente più facile dire che la Sinistra non rispetta la volontà popolare che tentare di spiegare che il voto del 9 febbraio cozza un po’ con i Bilaterali, a loro volta approvati dal popolo, e che prima o poi agli Svizzeri verrà presumibilmente chiesto di votare per scegliere tra i contingenti e i Bilaterali.

Ebbene sì. Mi aspettavo che il Partito Socialista perdesse il 3 o addirittura il 4% anche perché, quando è stata presentata la lista per il Consiglio di Stato, nessuno poteva certo definirla un “listone”. Ebbene, oggi ho completamente cambiato idea.

Il PS ha avuto il coraggio, in una situazione difficilissima e in un contesto storico sfavorevole, di presentare un “listino”, difendendo comunque il suo seggio e perdendo appunto solo l’1,5%, ma un “listino” che in fin dei conti si è rivelato un “listone”. Mi spiego: il PS ha fatto scoprire agli elettori una squadra di nuovi candidati, tutti per lo più nuovi sulla scena cantonale, che si sono rivelati degli ottimi candidati. Per esempio il risultato di Amalia Mirante (classe 1978, economista all’USI e alla SUPSI) è stato stratosferico e per certi versi inaspettato: 27’871 voti. E i distacchi degli altri candidati sono minimi. Tatiana Lurati, Ivo Durisch, Henrik Bang e Amalia Mirante sono i volti nuovi del PS. Volti che si sono fatti apprezzare in tutto il Cantone e che hanno mostrato un Partito Socialista nuovo, più giovane e anche un po’ più simpatico e sbottonato. Candidati che hanno ricompattato la base e, in estrema sintesi, hanno permesso di contenere la perdita all’1,5%. Mentre, per fare un paragone, il PPD con il suo “superlistone” ha perso il 2,3% e i Verdi con la politica di Savoia sono rimasti inchiodati intorno al 6%.

Il PS inizia dunque oggi la sua rimonta. Dal voto di ieri credo esca fondamentalmente rafforzato e rinnovato. E ora ci sono le elezioni federali (e se l’UDC e la Lega dovessero correre separati… ). Poi ci sono le Comunali, ci sono città da difendere (Bellinzona) e altre da conquistare.

Sì, certo: si poteva sperare di crescere. Si poteva sperare di togliere voti alla Lega. Ma questo è il Ticino, e per erodere i consensi leghisti c’è bisogno anche degli altri partiti. Ma quali altri partiti? Il PLR che a Lugano ha più consiglieri comunali indagati (o addirittura in carcere) che tra i banchi dell’Esecutivo?

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