Un prete scomodo

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di T-800/101

Che don Feliciani, il parroco di Chiasso, fosse uno incapace di stare zitto già lo si sapeva. In questi giorni si parla di lui per un’omelia in cui avrebbe “attaccato” “il Mattino della domenica”:

“Non capisco coloro che entrano in chiesa con il Mattino e hanno consentito alla Lega di diventare il primo partito del Cantone. Una formazione politica che pubblica un giornale in cui non manca mai la volgarità”. E per volgarità don Feliciani intende anche quella della violenza espressa negli articoli del domenicale, che ha spesso creato angosce e problemi seri a chi ne è diventato bersaglio. Allora il prete chiassese chiede giustamente ai ministri leghisti, come dovrebbero fare tutti i Ticinesi, di dissociarsi dalle aggressioni verbali del settimanale domenicale.

Apriti cielo! Le menti benpensanti del cantone stigmatizzano l’operato del parroco. E anche il suo vescovo dichiara: un prete non dovrebbe fare politica. Molto divertente, caro vescovo Lazzeri: questa è proprio bella. Perché i preti non hanno mai fatto politica. Saremo forse di parte, essendo il GAS un portale improntato a valori laici, ma se c’è qualcuno che ha sempre fatto politica è proprio la Chiesa. Da Gesù in poi.

Lasciamo perdere gli intrallazzi medievali, che farebbero rizzare i capelli in testa alla Maddalena, e passiamo alla storia recente. Lo sa il signor vescovo quanti nazisti sono riusciti a scappare grazie agli aiuti del Vaticano dopo la fine della guerra? Lo sa quanti preti sono stati fucilati o sono finiti in campi di concentramento perché non riuscivano a stare a guardare la barbarie hitleriana? Lo sa quanto la Chiesa ha sostenuto i regimi di Destra in Europa e in America latina, dalla Spagna franchista fino al regime dei generali in Argentina? Si ricorda il vescovo Lazzeri di monsignor Desmond Tutu, Nobel per la pace edoppositore politico del regime dell’apartheid? Si ricorda il vescovo Lazzeri di monsignor Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, gesuita come il Papa, assassinato dagli squadroni della morte perché denunciava la dittatura del suo Paese? E si ricorda il vescovo di quel grande personaggio tutto ticinese che fu Padre Callisto Caldelari che dopo la votazione del 9 febbraio disse:
“Il 70% dei Ticinesi non è cristiano”?

Eh no, caro vescovo: i preti la politica la fanno e l’hanno sempre fatta. Solo che questa politica va bene quando liscia il pelo al potere. Se appena se ne discosta, diventa scomoda. Perché il legame fra il potere della Chiesa e ilpotere politico è sotto gli occhi di tutti. Ne abbiamo un bell’esempio in Italia negli ultimi 50 anni.

E allora noi diciamo che anche don Feliciani può dire quello che pensa. E se poi un Leghista si offende e non vuole più andare a Messa… benissimo: lo faccia. Ma lei, caro vescovo, taccia, per favore. È da tempo che sta zitto e ora se ne esce così a sproposito? Don Grampa non era certo uno stinco di santo, ma almeno aveva il coraggio di prendere posizione, magari in maniera scomoda, ma coraggiosa. Lei è solo una pallida ombra. Un’ombra che, dietro i suoi guizzi di tenebra, cela tutta l’ipocrisia dell’istituzione clericale.

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