Un Ticino civile? Fantascienza

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20150418shevek

di Shevek

faccinaGASshevekIl voto per corrispondenza è un’idea bellissima. E ancora più bella sarebbe se il voto fosse elettronico. Pensa: con un’app dello smartphone decideresti su ogni cosa. Le iniziative, i referendum, le elezioni politiche: potresti votare in ogni momento. A un costo minuscolo, perché tutto l’ambaradan amministrativo sarebbe sostituito dai computer, capaci in pochi secondi di raccogliere i voti, contarli e sputare il responso. Fino a pochi anni fa questa Landsgemeinde permanente, vera utopia della democrazia diretta, era fantascienza. Oggi, grazie alla tecnologia, potrebbe diventare realtà. Ma c’è un problema.

Il problema sono alcuni abitanti di questo disgraziato Paese: gli intrallazzoni e i maneggioni che, grazie al voto per corrispondenza, tiran su qualche franco vendendo e comprando e scambiando voti. Così astuti da tentare di spacciarli con degli annunci. E poi quelli che compilano schede per conto di altri, muovendo voti di parenti, amici, conoscenti. Ultimo in ordine cronologico un candidato liberale radicale così diversamente furbo da fare la kautzata di vantarsene perfino sui social media dopo aver fotografato le schede.

Sono tanti? Sono pochi? Rappresentano il Ticinese quadratico medio? Oppure sono poche mele marce in un cesto di frutti sanissimi? Sono comunque sufficienti, questi stronzi, per farci fare la figura degli incivili agli occhi del resto della Svizzera, dove il voto per corrispondenza è realtà acquisita da tempo. Non bastavano la Lega dei Ticinesi, “il Mattino della domenica”, il morto candidato al Municipio di Lugano, l’amnistia fiscale, il divieto del burqa e i Verdi più neri della Confederazione. Ci volevano anche gli intrallazzi elettorali. Non ci facciamo mancare proprio nulla.

Perché questa è davvero fantascienza: un Ticino civile.

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