Wile Cattaneo

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Di

20150413Santerredi Santerre

Era l’agosto scorso, e in attesa che riprendesse il campionato di hockey lo sport cantonale era diventato il “tiro a Manuele Bertoli”, minacce di morte comprese. Il direttore del DECS in una lunga intervista al “Blick”, passata ovviamente sotto traccia tra una ricerca di qualche cecchino e l’altra, disse che un’idea per risollevare l’economia ticinese sarebbe potuta essere quella di far acquistare dei terreni dallo Stato al fine di installarci aziende ad alta qualità, e che soprattutto impiegassero personale residente. Costo: 2 miliardi, ma in ottica futura costo zero, ci arriverebbe anche un bambino.

Ecco, un bambino sì, Rocco Cattaneo no: il presidente del PLRT, complice forse il solleone agostano, accusò Bertoli di aver nostalgia, citiamo, “dell’economia pianificata dell’era comunista”. Una roba che avrebbe fatto scoppiare a ridere chiunque, se non fosse stato un momento così delicato per il nostro Cantone.

Quindi è facile oggi, davanti alla boutade elettorale del “New Deal” versione Cattaneo, ricordare quali furono le esatte parole dello stesso pochi mesi fa. Perché, se quella di Bertoli, tacciata di sovietismo, era una proposta concreta, progettuale e con un fine dichiarato, quella lanciata dal Roosevelt di Bironico è invece quanto di più aleatorio e fumoso possa esistere: indebitarsi. E poi? Boh!

Meno male che la campagna elettorale sta finendo, perché così Cattaneo finalmente potrà andarsene in vacanza. Tra il casino combinato con Sadis, la fuga misteriosa di Antonini, la bomba a mano lanciata da Badaracco e il raddoppio che è lì ma se tu sei Wile il Coyote e gli altri sono Beep-Beep sai come va a finire…

Coraggio, presidente, ancora un decina di giorni, poi mare o montagna: decida lei.

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