Bilaterali: un bagno di sangue?

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Di

20150504scarinci

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciL’articolo di Giorgio Mainini pubblicato lunedì sul GAS lascia perplessi per più di un motivo e mi spinge a porre quattro domande.

  1. Considerato come il Quantitative easing deciso dalla BCE proseguirà a lungo e che l’euro continuerà nella sua perdita di valore rafforzando il franco, è così convinto Mainini che senza i Bilaterali non sarebbe un autentico bagno di sangue, soprattutto per il Ticino?
  2. Siamo circondati, con più di 500 milioni di vicini di casa che hanno una moneta diversa e che appartengono a istituzioni politiche ed economiche diverse. Se Mainini avesse così tanti vicini di casa alleati tra loro, farebbe come Don Chisciotte contro i mulini a vento o cercherebbe con loro un compromesso?
  3. Il giorno in cui la Banca Nazionale Svizzera abbandonò la soglia fissa, in Borsa ci fu un tonfo da record, con dichiarazioni allarmate del mondo economico e sindacale e code ai bancomat a cambiare i soldi. Mainini può arrivare da solo a capire cosa succederebbe in caso di addio ai Bilaterali. Uno scenario del genere non lo preoccupa?
  4. Giorgio Mainini parla di “popolo ticinese”. E fa bene: siamo in Ticino. Però non è il Ticino che può congelare o denunciare gli Accordi bilaterali: tocca a Berna. E Berna è consapevole sia che il voto del 9 febbraio è stato deciso dallo 0,1% dei votanti sia di quelle che sarebbero le conseguenze di una rottura dei Bilaterali sui rapporti con l’Unione Europea. I problemi che qualcuno spaccia per conseguenze dei Bilaterali li troviamo solo in Ticino: ancora colpa dei Bilaterali o di un Cantone totalmente incapace di legiferare e innovarsi?

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