Caffè, cornetto e Gomorra

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Di

20150525narzisi

di Marco Narzisi

Francesco ha 26 anni, è un bravissimo ragazzo e una persona onesta e per bene.

Francesco vive a Casal di Principe, nel cuore di Gomorra, dove il clan dei Casalesi ha la sua tana (perché le case sono per gli uomini, per gli animali ci sono le tane).

Francesco ha sempre lavorato. Adesso ha deciso di seguire una sua passione, si è diplomato American Bartender e ha aperto un suo bar in paese.

L’altra notte, per mettere a segno un furto poi rivelatosi di entità marginale, qualcuno ha pensato bene che, se il vetro del bar è antisfondamento e antiproiettile, il modo migliore per entrare era sfondarlo con l’auto in retromarcia. La refurtiva è stata modesta, il danno ingente.

Nessuno, pur passandoci davanti, ha chiamato i Carabinieri.

Francesco si è arrabbiato tanto, questo sì, ma ha deciso di trasformare la sua rabbia in qualcosa di positivo. Perché quelli come lui, dice, sono come il Giappone: il giorno prima colpiti dal terremoto, il giorno dopo già in piedi più forti di prima. Si ricomincia: Francesco riparerà il danno e continuerà a fare il suo onesto lavoro.

Soprattutto, Francesco non sta zitto. E dal suo profilo Facebook definisce gli autori del gesto per quello che sono: dei falliti, che il giorno dopo dovranno andare a far del danno a qualcun altro, mentre lui e quelli come lui andranno avanti con il loro lavoro, che profuma di buono, a differenza del marcio di chi compie simili meschinità.

Francesco era in piazza quando Saviano parlava a Casale, applaudendolo come tanti, sfidando le minacce dei boss.

È di gente come Francesco che il Sud e tutta l’Italia hanno bisogno: uomini veri, giovani forti, gente che non si piega ma lotta ogni giorno contro il marcio intorno e reagisce col sorriso alle minacce e alle intimidazioni.

Continua così, France’!

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