È colpa del tempo

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20150506santerre

di Santerre

Evidentemente Fabio Regazzi non si è ancora ripreso dalla figuraccia elettorale sua e del suo partito di neanche un mese fa, e in un’intervista concessa a LiberaTv il presidente in pectore di AITI è riuscito a regalare due chicche che meritano attenzione.

La prima. L’opinione pubblica, secondo il Nostro, sostiene che le responsabilità più grandi per la difficile situazione del mercato del lavoro ticinese siano del padronato, degli industriali. Giammai, bugia, dice Regazzi. Vero: c’è qualcuno che sbaglia e Regazzi assicura che non difenderà gli imprenditori che continueranno a farlo, ma aggiunge che è sbagliato prendersela soprattutto con loro. E con chi allora, di grazia, dovremmo prendercela? Non saremmo capitani d’azienda o menti brillanti come Regazzi, ma, se vediamo che sistematicamente aziende su aziende licenziano il personale residente per assumere il doppio della manodopera attingendo dall’estero, cosa dovremmo dire, che è colpa del tempo? Inoltre, che vuol dire che non difenderà gli imprenditori che “sbagliano”? Vuol dire per caso che finora, invece, sono stati difesi? Si capiscono tante cose.

Seconda deliziosa chicca: l’opposizione all’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino”, perché sempre secondo Regazzi la via maestra è quella dei contratti collettivi. Bravo felpo, l’iniziativa si intende per i settori non coperti da contratto collettivo. Esattamente come sull’imposta per le successioni: leggere le iniziative prima di commentarle, no?

Non c’è che dire: AITI sta per dotarsi di un Presidente che sui temi più attuali nel mondo del lavoro, cioè i salari dignitosi e la difesa dei residenti, appare quanto meno confuso. Auguri.

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