Il bordellaro ha dato 50 cucuzze a Bignasca?

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Di

20150506mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniUna notizia birichina gira da giorni e ci stupisce che non sia già stata divorata e digerita dai nostri media, sempre affamati di gossip come un diavolo della Tasmania a dieta. Evidentemente il giornalismo in Ticino viaggia a due velocità.

Immaginate Luigi Girardi, il cherubino del Lumino’s, gerente di postriboli, venuto agli onori della cronaca per i dubbiosi contatti con Poli e Barra. Condannato a due anni di carcere in prima istanza nel giugno del 2014, Girardi non è uno stinco di santo. Però è di sicuro uno che non si arrende. E in aprile invia una letterina al Gran Consiglio, chiedendo di creare una commissione d’inchiesta sulla vicenda del Lumino’s. Forse spera di ricominciare a lucrare, magari a scapito dei rifugiati prendendo i soldi dallo Stato come gli aveva consigliato a suo tempo Attilio Bignasca. Ebbene, in questo momento della storia ritroviamo proprio l’Attilio. Infatti nella letterina di Girardi al Gran Consiglio, nel frattempo inviata alla Procura, c’è un accenno al fratello del compianto presidente a vita della Lega.

Ora, immaginate che il Girardi, tra le righe in cui perora la causa del suo Lumino’s, butti là di avere, nell’aprile del 2013, consegnato ad Attilio Bignasca 50 mila franchi. Per finanziare la Lega dei Ticinesi. Ora immaginate se l’Attilio avesse accettato quel denaro. A prescindere dall’opportunità politica di un’azione del genere, si configurerebbe un problema amministrativo, perché sono proibiti i finanziamenti non denunciati ai partiti che siano superiori a 10 mila franchi (vi ricordate quanti strilli per la Micocci?). Certo che, se a foraggiare la Lega ci fosse anche quel bel tomo del Girardi, qualche problemino etico si porrebbe. E di sicuro l’Attilio quei soldoni avrebbe dovuto denunciarli.

Su questa storia, che gira da giorni, silenzio stampa. Non una riga nemmeno nei social media, quelli che vivono di pettegolezzi e per ogni incidente di motorino pubblicano ponderosi articoli e belluini sputtanamenti se di mezzo c’è uno straniero. Nemmeno un fiato dal “Corriere del Ticino” o da altri periodici.

Ecco, immaginate questa storia. Che di immaginario non ha nulla.

E adesso immaginate che cosa sarebbe successo se al posto di Bignasca ci fosse stato Saverio Lurati. Immaginate, immaginate. Un bel bordello, eh?

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