Lugano: alla Lega la pepatencia del rüt?

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20150519Zommermandi Markus Zommerman

faccinaGASzommermannQuando uno è bravo, anche se ha il grosso difetto di essere PPD, è giusto che riceva i suoi applausi. Mi riferisco a Lorenzo Jelmini: sembrerebbe infatti essere lui, in Commissione della Gestione a Lugano, il “regista” dello sputtanamento leghista sulla tassa sul sacco.

Per capire cosa è successo è necessario ricordare un paio di antefatti. Era l’aprile del 2013 e Lega e PLRT si stavano giocando la maggioranza in Municipio nelle ormai imminenti elezioni comunali. Il Municipio aveva da poco deciso di aumentare il moltiplicatore (e questo con i voti a favore di 2 PLRT su 3: Giovanna Masoni e il Capodicastero finanze Erasmo Pelli). Poi però, a due minuti da mezzanotte, e su ordine di Giorgio Giudici, il PLRT cambiò fronte e si schierò – in Consiglio comunale – contro l’aumento del moltiplicatore.

Perché parliamo di questo? Semplice. Perché, sempre a due minuti da mezzanotte, Socialisti e Pipidini (come due allocchi…) si ritrovarono da soli a difendere l’aumento del moltiplicatore esponendo il fianco ai soliti attacchi tipo “partiti delle tasse”. Non è stato particolarmente furbo, a pochi giorni dalle elezioni, finire sui giornali auspicando l’aumento delle imposte. Non molto furbo, è vero, anche se istituzionalmente era la cosa giusta da fare. Com’è andata a finire lo sappiamo tutti: PPD e PS ne uscirono con le ossa rotte,  il PLRT – nonostante il voltafaccia – perse la maggioranza e la Lega, salita al potere, alzò comunque il moltiplicatore.

Ora siamo nella stessa identica situazione. La maggioranza del Municipio (con i voti di 2 leghisti su 3: Marco Borradori e il Capodicastero finanze Michele Foletti) ha deciso di introdurre la tassa sul sacco (lo storico “fetido balzello” secondo i leghisti) e mettersi finalmente in regola anche con le disposizioni del Tribunale federale. E la Lega? Beh la Lega ha annunciato il referendum, convinta che anche stavolta avrebbe trovato tra il PS o il PPD qualche fessacchiotto pronto a cadere nella trappola di via Monte Boglia. La Lega era insomma convinta che, miracolosamente, sarebbe riuscita ancora una volta a passare “per l’unico movimento che ha a cuore i ticinesi e il loro portafoglio” agli occhi dei cittadini. Ma non andrà così.

Jelmini ha infatti convinto i suoi colleghi PS, PLRT e Verdi (o meglio: ex Verdi) in Commissione a non firmare il rapporto sulla tassa sul sacco. Perché? Semplice: per fare in modo che il problema se lo smazzasse il Municipio e la sua maggioranza (relativa) leghista. Perché per assurdo, ma sarebbe stato davvero un assurdo, dalla Commissione stava per uscire un rapporto di maggioranza a favore della tassa sul sacco e dunque di un Municipio a maggioranza leghista (firmato da PPD, PLRT, PS e Verdi), mentre i leghisti avrebbero elaborato un rapporto di minoranza contro l’operato dei loro stessi municipali!

Non ci saranno stavolta PS e PPD allocchi a difendere – da soli – la tassa sul sacco. I partiti di minoranza non si ritroveranno, come dei cucù, a difendere da soli la politica di un Municipio targato PLRT-Lega (sì, è un paradosso ma spesso è andata così) e non lasceranno alla Lega il compito, politicamente pagante, di raccogliere le firme contro il fetido balzello. Troppo facile elettoralmente, per la Lega, fare il partito di Governo e contemporaneamente anche il partito d’opposizione. Troppo facile soprattutto se gli altri partiti sono così tonti da cadere nel tranello e prestarsi al gioco. PS e PPD si limiteranno ora a chiedere al Municipio (e al leghista Capodicastero finanze) dove andrà a prendere i 6 milioni che mancano dal balzello sui rifiuti.

Si alzerà il moltiplicatore di 2 o 3 punti percentuali? Chi sarà a quel punto il partito delle tasse?

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