Mangia il sushi, moccioso!

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20150525krumira

di Krumira

Certo bisogna avere un gran cuore per criticare il menu di un asilo nido con il pretesto che sarebbe troppo ricco e variato. Incredibile ma vero: è quello che riescono a fare quei gran geni di Via Monte Boglia in un articoletto comparso on line il 21 maggio nel quale attaccano la scuola dell’infanzia di Chiasso. Queste le considerazioni degli improvvisati dietisti (con gli strafalcioni originali, in puro stile leghista):

“Un singolare menu nella scuola dell’infanzia di Chiasso, sottolineo che non è la prima volta che vengono proposti menu singolari, sicuramente deliziosi per gli adulti ma non per bimbi di 4-6 anni, considerate già le difficoltà a far mangiare loro cose “normali” mentre sono all’asilo. Ora giusto che vengano educati pure nell’alimentazione, ma questo mi pare un po troppo.”

Ovviamente l’articolo non è firmato: ci mancherebbe altro. Quindi non è dato sapere se ci troviamo di fronte alle esternazioni di una mammina, di un paparino o di qualche solerte funzionario comunale che non ha di meglio da fare che andare a fare le pulci al menu dell’istituto scolastico chiassese.

Andiamo allora a vedere da cosa sia composto questo singolare menu:

Lunedì: vellutata di carote, torta salata di zucchine e ricotta, pomodorini in insalata, banana.

Ellapeppa! Che menù straordinario! Viene naturale chiedersi cosa possa aver infastidito i nostri chef in camicia verde. Che sia la banana? Sì, certamente dev’essere la banana, frutto esotico, divenuto simbolo antirazzista. Che il DECS, noto covo di Comunisti, stia promuovendo un’educazione subliminale al multiculturalismo attraverso l’utilizzo di frutta non indigena? Mah. Suggeriamo che da ora in avanti si utilizzi solo frutta coltivata sul Piano di Magadino. aboliti gli agrumi, limone compreso. Sostituiti da… da… dunque…. Ehm… castagne, ecco! Mele e pere finché ce n’è e poi più niente fino a maggio quando arrivano le ciliegie.

Ma noi non vogliamo esser crudeli e cambiamo prospettiva indossando i panni di una mammina leghista e guardiamo al martedì con i suoi amorevoli e preoccupati occhietti.

Martedì: lattughe con scaglie di grana, insalata di riso con tonno, mozzarella, prosciutto e pomodorini, budino al cioccolato con biscottini.

Il martedì è decisamente un giorno scandaloso. Così proprio non va! Ben tre ingredienti che non appartengono alla nostra tradizione: il grana, la mozzarella e il tonno. Sacrilegio! Fallitalia in tavola! E sebbene ci siano due simboli della cultura nazionale, il cioccolato e il maiale, non è sufficiente: tre a due per l’estero non è accettabile. Sostituire i formaggi esteri con Tilsitter e formaggino della Valle di Muggio e il tonno con il filetto di trota del Laveggio.

Mercoledì per fortuna si mangia in famiglia e allora ai pargoli diamo polenta e luganiga, così vengono su belli, sani e intelligenti come Foletti e Robbiani.

Giovedì: insalata verde, vitello tonnato con patate e broccoli al vapore, pera.

Con chi vogliamo prendercela? Con il tonno un’altra volta? Con la pera? Qual è l’abbinamento che non soddisfa il palato leghista? È un vero mistero. I broccoli con le patate? Mah. Qualche delucidazione ce la danno alcuni pregevoli commenti all’articolo. Per esempio, Luca scrive (tale e quale, sempre con gli strafalcioni):

“certo che inserire patate e cavoli nello stesso pasto è da veri dietisti !!
poi ci si chiede perché i nostri figli diventano dei suini della grande distribuzione !
se poi penso al rugamento di panza che possono causare, non oso pensare il pomeriggio come sono messi i pargoli … scoregge a go-go…
Mi sorge spontanea una domanda?? Per quale motivo, se i migliori chef al mondo sono uomini, per quale motivo se in buona parte delle economie domestiche si mettono i mariti o gli uomini single dietro ai fornelli, si mangia sempre cibo decente e ben abbinato, non assumere cuochi maschi ???
Tutte queste vellutate e verdure, sono il classico brodume che ingurgitano certe esaltate convinte che la cellulite (malattia cronica) sparisca grazie all’eccesso di liquidi …”

Saranno contente le cuoche per la considerazione ricevuta. Cosa poi abbia a che vedere la cellulite con il menu di una scuola dell’infanzia non è dato sapere. Ma passiamo all’ultimo giorno della settimana.

Venerdì: insalata di rapa con cubetti di mele in agrodolce, polpette di tonno, riso al burro, cake al rabarbaro.

Ah! Capito tutto! È questo il menù che ha fatto arrabbiare la nostra mammina leghista! E non è per la difesa del povero tonno, che davvero se potesse si farebbe sostituire dalla trota, ma è per via di quel barbaro. Un barbaro nel menu dei bambini: ecco perché poi sono turbati e dormono male di notte. Passino la banana del lunedì e anche il grana del martedì, ma il barbaro del venerdì è davvero indigesto. Va sostituito con un ra-nostrano o al limite con un ra-indigeno. Se non l’abbiamo, pazienza: inventatelo! Che diavolo avete studiato a fare se non sapete inventare un ra-indigeno per fare il cake ai bambini? Tutti a casa! Le cuoche a casa! I dietisti a casa! I fuchi che non sanno fare il ra-indigeno a casa!

Ora, forse gli chef di Via Monte Boglia non sanno che i menu delle scuole ticinesi sono decisi dal Cantone e studiati da esperti del settore che bilanciano l’apporto dei vari nutrienti. Ignorano forse pure che l’educazione alimentare fa parte del percorso di crescita e apprendimento dei nostri figli e che poter provare piatti e gusti diversi da quelli serviti a casa propria è importante per capire cosa piace o non piace ed esprimere un proprio giudizio liberamente.

Dulcis in fundo: a Chiasso il servizio mensa alla scuola dell’infanzia è ancora gratuito e bisognerebbe essere orgogliosi del fatto che questi bambini possano fare esperienze “diverse” anche a tavola.

A Chiasso i soldi della comunità sono spesi bene, ma…

…vègn da di che bisogn vessig propri ä la frütta per scriv di rob inscì. E giö i man dalla verdüra, che l’è sana e l’è bona.

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