Quasi amici

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20150515Scarincidi Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinci“Niente intese con la Lega, siamo troppo diversi e bisogna essere coerenti”. Così si esprimeva su “Il Caffè” del 26 aprile Christian Vitta riguardo a possibili intese tra PLRT e il movimento di via Monte Boglia.

A neanche tre settimane da quell’intervista, e puntuale come un orologio, la prima intesa tra Vitta, Gobbi e Zali è stata siglata quando il Consiglio di Stato ha dedicato una sua seduta aperta alla stampa alle votazioni interne per decidere l’orientamento del Governo riguardo alle iniziative popolari al voto il 14 giugno. “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende”, diceva Giulio Andreotti. E noi non vorremmo che questa fosse la prima nota di un refrain lungo quattro anni e iniziato dopo neanche un mese dalle elezioni cantonali. Una mano sugli ecoincentivi di qua, una sull’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino” di là e il gioco è fatto, con il solo Manuele Bertoli a difendere il bastione di stipendi decenti per tutti i lavoratori e maggiori controlli degli ispettori del lavoro.

Così, riassumendo la pariglia, ci troviamo un Governo che per quattro voti a uno boccia un’iniziativa che non sarà perfetta, va bene, ma che almeno andrebbe a introdurre più di qualche strumento per lottare contro il dumping salariale. Tra i contrari figurano anche, ovviamente, i due Ministri della Lega. Nessuno stupore, si sa come la coerenza non sia propriamente di casa da quelle parti: finché bisogna prendere voti la grancassa dei frontalieri e della disoccupazione si suona a tutta lena. Quando poi, però, bisogna governare finiscono sempre così: a braccetto con “l’ex partitone”.

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