Tanto va la gatta al lardo…

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Di

20150502scarinci

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciLa notizia che due membri di alto rango dell’UDC sono stati condannati per discriminazione razziale stupisce quanto la notizia che l’acqua bagni. Eppure la condanna di Martin Baltisser e Silvia Bär non può esser messa sotto al tappeto: deve far riflettere.

Torniamo indietro: è il 2011, e poche settimane prima delle elezioni federali i neo condannati ebbero la bella idea di pubblicare un manifesto elettorale con la scritta “Dei Kosovari pugnalano uno Svizzero”. A loro dire perché poco tempo prima un candidato democentrista al Gran Consiglio del Canton Berna era stato ferito da un cittadino kosovaro dopo un diverbio. Invece, secondo il comune buon senso e ora anche secondo la giustizia, per pura e semplice xenofobia, veicolata con la solita tecnica dell’UDC mutuata anche da “il Mattino”: fare di tutta l’erba un fascio. Se un cittadino kosovaro è un delinquente e accoltella la gente, ovviamente secondo la loro elasticissima visione del mondo tutti i kosovari hanno come sport nazionale accoltellare cittadini svizzeri.

Ma, oltre a questa considerazione vecchia come il cucco, c’è un’aggravante in tutto ciò: questo manifesto, oggetto di indagine delle autorità dal giorno in cui fece la sua comparsa, è rimasto in bella mostra sia sul sito internet dell’UDC sia soprattutto sul sito a sostegno dell’iniziativa del 9 febbraio. In una votazione vinta per neanche 20 mila schede, quanti voti può aver spostato la presenza di quel manifesto ora condannato assieme ai suoi autori? E soprattutto, ora che anche la giustizia e non i soliti “komuni$ti spalancatori di frontiere” gli ha fatto capire che son dei razzisti e basta, quali scuse accamperanno?

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