Da Socrate alle code ai bancomat

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciLe code ai bancomat in Grecia, nazione che ha rappresentato la culla della politica, dell’arte, della democrazia, della filosofia, sono la rappresentazione grafica del declino della nostra società, lo specchio del suo fallimento.

L’Unione Europea, nata con alti ideali, adesso è un ammasso di burocrati finiti lì per caso come Juncker o tramite manovre poco chiare come Lagarde, che si riuniscono ogni due giorni al solo scopo, sadico e ridicolo, di umiliare un Paese come la Grecia. Paese che ha le sue colpe nel recente passato, certo: la corruzione, i bilanci truccati, le assunzioni allegre nel settore pubblico. Ma queste colpe devono essere pagate da una popolazione allo stremo e che in sempre più parti della nazione non ha nemmeno la luce e l’acqua in casa?

Il problema per l’Eurogruppo dovrebbe essere constatare il fallimento di anni e anni di politiche economiche scellerate, non concedere cinque giorni in più di aiuti a un Paese in attesa che si possa esprimere tramite referendum su una proposta di accordo. Il fatto però è banalmente semplice: l’Eurogruppo che sta decidendo di mandare in default la Grecia non lo elegge nessuno, il partito di Tsipras e Varoufakis avendo preso solo il 36% dei voti, ha ritenuto giusto interpellare i propri connazionali. Come twittato dal ministro dell’Economia ellenico: “Divertente quanto radicale suoni questo concetto!”.

“Dai potenti vengono gli uomini più malvagi”, dice Socrate nel “Gorgia” di Platone. Insomma, dopo quasi 2’500 anni siamo ancora lì.

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