Egalité, fraternité, tientelité

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Di

20150615scarinci

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciCerto che fa effetto vedere la Gendarmerie francese schierata lungo il confine con la Liguria per impedire a un pugno di migranti di passare la frontiera, raggiungere parenti e amici, cercare di iniziare una nuova vita lontano da guerre e fame. Fa addirittura più effetto del personale delle ferrovie austriache che a Bolzano controlla i treni diretti a Monaco di Baviera e le persone di colore sprovviste di documenti e non residenti in Austria o Germania le fa scendere: cosa che già puzza di Ku Klux Klan.

Fa più effetto perché era il 19 marzo 2011, un sabato pomeriggio, quando la Francia a capo della coalizione della NATO iniziò a bombardare la Libia. Fu un patetico tentativo francese di tornare alla grandeur gollista dei bei tempi che furono. Qualche malalingua dice che fu per il petrolio. Qualcuno più informato sostiene che Sarkozy iniziò a sganciare missili in testa a Gheddafi perché il leader libico era pronto a dire quanti soldi sporchi aveva versato nelle casse del leader della Destra francese per le presidenziali del 2007. Malelingue, dicevamo. Però il fatto è che ancora oggi non abbiamo la minima idea del perché la Francia abbia voluto abbattere con così tanta passione il Colonnello.

La stessa Francia che è andata a rompere a suon di bombe il fragile equilibrio che si era venuto a creare nell’Africa del Nord oggi sbarra la propria frontiera a qualche decina di migranti scappati dal casino che proprio Sarkozy ha scatenato. Prima di mostrare i muscoli e caricare dei disperati, come dimostrato dalle immagini di questi giorni, sarebbe – sarebbe, eh! – forse il caso che qualcuno dalle parti di Parigi iniziasse a fare un briciolo di autocritica.

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