Fabio, Giorgia e Cicciolina

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20150619t800

di T-800/101

Giorgia Würth non è proprio l’ultima scema sulla Terra. Oltre alla bella presenza, che nella sua professione non guasta, ha un curriculum che tanti se lo sognano. Laureata in Scienze della comunicazione, giornalista e scrittrice, è approdata al cinema negli ultimi anni, con lo sceneggiato “Le tre rose di Eva”. Il film “Maschi contro femmine” e “Ex” di Brizzi, “Sinestesia” di Erik Bernasconi e la miniserie “Cicciolina e Moana”, prodotta da Sky, con Violante Placido, anche lei non una delle ultime sceme in circolazione (tra l’altro ha recitato per Tognazzi, Placido, Pupi Avati e tanti altri registi).

Ma per Fabio Regazzi Giorgia Würth è poco più di una povera meretrice italica. Infatti, con spirito degno del miglior Leghista, il Regazzi, che evidentemente non sa più come farsi pubblicità, non trova di meglio che criticare, a suo dire, la scelta della RSI per aver assunto una tizia che ha il doppio passaporto (e ridaje) e che ha recitato la parte di un attrice porno. Evidentemente questo, per una frangia di bigotti del PPD, come anche Dadò, è una cosa insopportabile. Per fortuna non tutti i pipidini ragionano così. Ma alcuni, che non fanno che criticare gratuitamente per i propri scopi (vedi Dadò col Festival), ci hanno sinceramente stufato.

Würth comincerà a lavorare in radio: le sue qualifiche glielo permettono. Giorgia ha anche un padre svizzero e dunque al doppio passaporto ha diritto per legge. Si scusa probabilmente per non aver baciato la bandiera rossocrociata quando ha firmato il contratto con la RSI. Regazzi, da buon patriota cattolico, lo avrebbe sicuramente apprezzato.

Se poi piacerà o no è un altro discorso: lasciamola lavorare. Alla faccia delle insinuazioni di Regazzi, per cui, se una scrive un libro sulle accompagnatrici sessuali per disabili, diventa una specie di puttana.

Questi sepolcri imbiancati di una certa frangia del PPD si permettono di bacchettare a destra e a manca, con l’idea che loro sono gli unici depositari della vera fede. E per far ciò hanno assunto quel piglio leghista che tanto sembra piacere ultimamente ai politici nostrani. Che Regazzi si tranquillizzi: alla prova dei fatti, il cittadino preferirà votare Lega, lasciando il PPD nel vortice di oblio in cui si è infilato da anni.

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