Grazie, Obama

Pubblicità

Di

20150626artemisia

di Artemisia

faccinaGASartemisiaLa Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha legiferato: il matrimonio gay è un diritto costituzionale che tutti gli Stati dovranno garantire. Dopo anni di battaglia, finalmente anche gli stati più conservatori dovranno lasciarsi sommergere dalla marea della Primavera Multicolore.

Obama lo ha voluto e lo ha ottenuto, alla fine, così come la riforma sanitaria (la contestatissima Obamacare) e tanti altri progressi. Il suo Nobel per la Pace è stato aspramente criticato, poiché le missioni all’estero degli USA, sebbene diminuite, non hanno perso del tutto il loro aggressivo mordente. Eppure è indubbio che Obama ha mantenuto le sue promesse nell’ambito dei diritti civili: Yes We Can.

Poche elezioni hanno appassionato fuori dagli Stati Uniti quanto quella del primo uomo nero alla Casa Bianca e poi quella della sua ricandidatura, perché – diciamolo – era un cambiamento che volevamo vedere. Tutti. Un cambiamento che ci ha ispirati e ci ha fatto vedere un mondo più progredito di quello che nei momenti di pessimismo crediamo di avere tra le mani.

Nell’America delle opportunità, delle minoranze, del razzismo, dell’immigrazione, dell’integrazione, della libertà e dell’affermazione di sé, il primo presidente di colore ha subito pensato a una riforma del sadico sistema sanitario e dell’estensione dei diritti e dei riconoscimenti civili, dimostrando quanto l’illuminato, splendido intervento di Yoruba Richen per TED sia veritiero: le battaglie del mondo LGBT negli Stati Uniti hanno ricalcato in forma, contenuto e importanza le battaglie dei diritti civili della minoranza afroamericana, finendo per intrecciarvisi strettamente.

Allora non è un caso che un presidente nero si sia battuto per i diritti di chi ancora combatteva per il riconoscimento di legalità, dignità e parità: come lui da giovane per i propri. Obama ha pensato al mondo migliore che tutti volevano e non solo una determinata fascia sociale: bianca, eterossessuale, possibilmente ricca, plausibilmente cristiana. La sua spinta ha portato effetti a catena, in un’Europa che già combatteva a tratti per questi diritti. Non nascondiamoci: un oceano ci divide, ma la grancassa mediatica della campagna di Obama ci ha raggiunti e la spinta in Europa è triplicata, nutrendosi dei movimenti statunitensi e nutrendoli a propria volta.

Ora in America possono. E sentiamo di aver vinto un po’ anche noi. Il vento soffia forte e arriva a scompigliarci i capelli, e per una volta odora davvero di libertà, senza petrodollari, Coca Cola e puzza di fritto McDonald’s.

Grazie, Obama.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!