Il Coyote leghista e xenofobo

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20150526artichoke

di Artichoke

Coyote è un mio amico da anni. Davvero da tanti anni. Coyote ha tante passioni in comune con me. Frequentiamo lo stesso giro di persone, anche se poi spostandosi qua e là per studio è capitato di perdersi di vista per qualche anno.

Facebook però è un amico munifico. È bastato qualche scambio di saluti via chat, quando gli ho detto (a Coyote, non a Facebook) che tornavo in zona per beccarci, e ho ricominciato a vedere i suoi post: condivisioni su condivisioni di materiale leghista tratto da svariate pagine tra cui quelle del “Capitano”, l’amatissimo Salvini (alla cui ribalta la Lega dei Ticinesi deve molto, a mio avviso, per vicinanza di tematiche, ma con successo mediatico soverchiante… dell’altro). All’inizio pensavo che scherzasse, quel gran burlone dal cuore d’oro del Coyote.

Poi no. Ieri sera ci siamo visti e ho capito che non scherzava affatto. Era lo stesso di sempre, con la sua voce chiassosa, il sorrisone, il look alternativo, il fare spigliato. Solo che qua e là ci buttava la battuta così, ridanciana, un po’ nera, un po’ fascista, un po’ “negra”. Battute chiaramente xenofobe sebbene edulcorate, così annacquate da farmi solo storcere la punta del naso. Si è beccato qualche sopracciglio inarcato e nulla di più, perché in fondo sprecare anni di amicizia per la politica non vale la pena.

Gli ho fatto solo una domanda: “Come fai a condividere quel post, quando sei attorniato da stranieri e froci?”. Mi ha risposto con un’occhiata stupida: “Ma dove?”.
“Io sono frocio e lei”, replico, indicando un’altra amica al tavolo con noi, che chiamerò la Spartana per l’occasione, “è rumena”. E Coyote: “Ma che c’entra? Voi siete amici, è diverso!”.

Ed eccolo qui, il nocciolo, bello lampante, a caratteri cubitali.

Se è vicino, se è familiare, se si ha avuto la possibilità di conoscerlo, il babau dei post su Facebook è amico. È qualcuno che difenderesti in una rissa, di cui prenderesti la parte se qualcuno lo dovesse insultare. Qualcuno con cui condividere sorrisi, lacrime e passioni.

Eppure io sono frocio, la Spartana rimane rumena, e i post che Coyote condivide su Facebook feriscono anche noi, perché non “è diverso”, come dice lui, anche se so che se qualcuno mi dicesse una qualunque delle cose di quei post omofobi davanti a lui Coyote lo gonfierebbe di botte come una zampogna. Siamo parte di quei numeri che quelle immagini vogliono affondare, mandare al rogo, annegare, gassare, espellere, eliminare, obliterare.

Amici xenofobi, quando condividete, pensate meglio a chi vi circonda. A chi sono le persone a cui volete bene, ma bene davvero, magari così integrati nella vostra vita da aver completamente dimenticato che appartengono alle categorie demonizzate. Pensate ai vostri parenti e genitori, alla compagnia di frequentazioni. Quasi sicuramente troverete del carbone bagnato.

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