Il piccolo divo

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Di

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di Carol Bernasconi

faccinaGASbernasconiQuando ho iniziato a scrivere di Alessio, l’ho fatto solo per avere un ricordo delle sue battute. Un ricordo anche per lui, che avrebbe potuto leggere da grande. Poi ho pensato di condividerle sulla mia bacheca di Facebook per strappare un sorriso ai miei amici. Senza capire bene come, mi sono ritrovata con una rubrica settimanale e un figlio di cinque anni che si sta montando la testa.

Inizialmente protestava: “Smettila, non articolarmi”. Ora va dalla sua maestra, dai suoi amici e da chiunque gli capiti a tiro dicendo: “Hai letto il mio articolo?”. Oppure mi dice: “Questa la scrivi per il mio articolo?”. Da qui a firmare autografi e farsi selfie con i fan il passo è breve.

Perciò ho deciso di mandare “La vita secondo Ale” in vacanza estiva, rimettere con i piedi per terra il piccolo divo e tornare a scrivere di lui a settembre. Il materiale non mancherà di certo.

Alessio non accetta di essere il più piccolo della famiglia. Vorrebbe fare tutto quello che fa suo fratello adolescente, scontrandosi quasi quotidianamente con la dura realtà, che il più delle volte lo porta a discutere con me e talvolta a essere mandato in camera sua per calmarsi: “Non è facile essere un bambino, non è bello andare in castigo. Dovresti andarci tu”.

“Quando potrò scendere mamma?”. Risposta: “Quando sarò contenta di te”. Replica: “Intendi mai, quindi?”. Questi sono solo esempi dei nostri dialoghi.

Testardo come un mulo, vuole sempre avere ragione, anche su argomenti che mi lasciano senza parole: “Non preoccuparti mamma, ci siamo fermati un attimo a litigare con Simone perché io dico che si può fare la pipì sotto la doccia…”.

Quando la mia pazienza è messa a dura prova, a volte gli chiedo chi si creda di essere. Una volta mi ha risposto “Io sono il centro scivoloso del mondo”. Ancora adesso sto cercando di capire il significato.

Capita che si accorga da solo di aver superato il limite di guardia, quindi in uno scatto di furbizia e prima di vedermi esplodere mi precede dicendo: “Le mamme non possono fare le crisi isteriche perché devono sgridare i bambini che fanno le tragedie greche”.

E, se ti vede un po’ provata sul divano, si avvicina guardandoti con gli occhi da cane bastonato, ti abbraccia e sussurra: “Ti perdono, mamma”…”. Ma come?
A questo punto non mi resta che augurarvi buona estate, assicurandovi che Alessio tornerà a farvi sorridere con le sue perle. Mentre io temo il mese di settembre dopo che l’altro giorno è tornato a casa dicendo: “Non vedo l’ora di andare a scuola a fare casini”.

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