Matrimonio gay? Anche no

Di

20150608cagnotti

di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnottiIl matrimonio fra persone dello stesso sesso è un grande passo per i diritti civili. Ora però bisognerà fare il passo successivo: la sua abolizione.

È geniale la pensata dei Giovani Socialisti, da discutere in occasione della loro prossima assemblea dei delegati: abolire il matrimonio. E no, non c’è alcun sarcasmo: è geniale davvero.

Pensiamoci: per quale motivo lo Stato dovrebbe ficcare il naso nelle vicende affettive delle persone, stabilendo cosa è permesso e cosa è proibito fare? Certo, il matrimonio è un contratto civile. Ma perché lo Stato dovrebbe sancire che solo quel contratto lì, in quella forma, con quelle regole, con quelle parti contraenti dev’essere legittimo? La regola dovrebbe essere più generale: “È permesso qualsiasi contratto per regolare i legami affettivi fra adulti consenzienti e capaci di intendere e di volere”.

Matrimonio a termine: perché no? Si firma un contratto per 2, 5, 13 anni, magari rinnovabile e magari e no, e poi ciascuno per la propria strada. Matrimonio poligamico? Pure. Se due donne vogliono unirsi con lo stesso uomo o tre uomini con la stessa donna o quattro uomini con tre donne, perché lo Stato dovrebbe impedirlo? Un bel contratto fra privati, con tutte le clausole belle chiare e tutte le responsabilità contemplate, e via andare.

Lo Stato non ci mette il becco. Con un’unica eccezione: i diritti dei figli. Poiché una relazione affettiva può portare alla procreazione, ci sono da proteggere gli interessi di un terzo, minorenne e non consenziente (perché non l’ha chiesto lui di essere tirato in mezzo). Tutelati i figli, il resto (tutto il resto!) si può fare.

Insomma, il matrimonio gay è una bella conquista. Per ora. Ma saremo tutti (omo, etero e quant’altro) davvero liberi quando potremo abolirlo, insieme a quell’istituzione obsoleta che è il matrimonio tout court.

Superfluo dire che la proposta della GISO è coraggiosa, lungimirante e perfino visionaria e quindi farà rabbrividire bacchettoni, bigotti e conservatori vari. Perciò non sarà per domani né per dopodomani. Però forse fra 50 o 100 anni… hai visto mai? La strada dei diritti civili è lunga e in salita, ma quel percorso è inevitabile.

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