PagellExpo (2. Puntata)

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Di

20150617caccia

di Gherardo Caccia

Questa rubrichetta non ha alcuna ambizione né scopo. Lungi da me voler criticare o lodare l’Expo di Milano, tesserne le lodi o infangarne il nome. Questo è il parere di un Ticinese medio con una vita mediocre e che con la sua mediocrità è andato a visitare un evento gigantesco. Proprio così, perché di Expo si può dire tutto ma non che sia piccolo.

È enorme: giri come una trottola tutto il giorno, visiti tutti i padiglioni che puoi, poi guardi la cartina e ti ritrovi a constatare la tua piccolezza per la minima parte dell’esposizione che ti è riuscito di visitare. E io ve la racconto qui sotto.

Il Decumano – La via principale su cui si estende la maggior parte dei padiglioni è enorme, lunga all’inverosimile e larga quanto basta per non accorgerti delle migliaia di persone che come te la percorrono come formichine curiose. L’idea geniale è quella di averla coperta interamente con enormi vele. No sole, no pioggia, e si continua a camminare.
Voto: 5,5

L’albero della vita – Di pari passo con le dimensioni dell’evento di cui è il simbolo. Stupefacente per le sue dimensioni e la sua leggerezza. Se di notte possa essere magico e illusorio non lo saprò mai. Di giorno è un po’ triste, un po’ come una top model senza trucco.
Voto diurno: 4,5

Ecudaor – Padiglione piccolino ma molto colorato all’esterno, che ti cattura la vista. All’interno ti catturano gli odori dei loro prodotti d’esportazione. Sensitivo.
Voto: 5

Francia – Il padiglione comincia all’esterno: un enorme orto illustra la varietà di frutti che la terra di Francia produce. L’interno è un intreccio in legno che ricorda la Vaillant Arena di Davos, con tanti prodotti che pendono dal soffitto creando un affascinante gioco di pieni e di vuoti. Sempre francesi, sempre grandeur.
Voto: 5.

Oman – Infantile. Avete in mente le costruzioni di cartapesta a Gardaland o a Mirabilandia? Uguale! Da fuori è un cliché di casette bianche, dune, palme… Siamo nel 2015, dai! Qualche invenzione in più? Neanche mi vien voglia di visitarlo.
Voto: 1

Kuwait – Entusiasmo a metà. In una prima metà scopri il miracolo della vita nel mezzo del deserto, poi però anche loro cadono nei cliché e sembra più di visitare un padiglione a “I viaggiatori” piuttosto che l’esposizione universale.
Voto: 3,5

Stati Uniti – Sali le scale del padiglione e incontri il bel faccione di Obama in video che fa il suo discorso su Expo, poi un secondo cartello ti dice che bisogna entrare da dietro per iniziare la visita. Quindi tornare indietro. Ma come?
Neanche gli do il voto. Fuck.

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