Quelle brave persone della Exten

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Di

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di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniCi sono padroni che, per fortuna, coincidono con tutti i peggiori stereotipi che la Sinistra si è fatta su di loro nei secoli. Poi per fortuna ci sono anche quelli onesti, corretti ed etici. Ma non è il caso dei caporioni della Exten di Mendrisio.

La Exten è assurta agli onori della cronaca a febbraio per aver preteso la decurtazione degli stipendi (il 26% per i frontalieri e il 16% per i residenti). Gli operai non ci stanno e il resto è storia. I sornioni capoccia di Exten, visto il blocco delle attività, tirano i remi in barca e chiedono il dialogo. A cui loro, naturalmente, sono sempre disponibili.

Ma che bello! Lieto fine, vittoria sindacale, gli operai salvati dall’umiliazione e dal tracollo finanziario. Ma il lupo perde il pelo e neanche tanto, perché il pelo ce l’ha bello folto, anche sullo stomaco.

Ieri, con un pretesto, la dirigenza della Exten licenzia un operaio in tronco adducendo motivi futili. Casualmente quell’operaio è il capo delegazione del comitato dello sciopero.

Ma non è tutto qui. Unia è incazzata nera, perché la Exten avrebbe intimidito e fatto pressioni sugli operai in questi mesi, anche con colloqui personali, minacciando licenziamenti. Bella gente davvero, quei capitani d’azienda di una volta, mica come i rammolliti di oggi: o mangi la minestra o salti la finestra.

Sono davvero queste le aziende che vogliamo? Quelle che abbiamo paura di perdere? Quelle che pagano dai 2’300 ai 2’700 franchi di stipendio?

Ora le elezioni sono finite. E gli operai sono di nuovo in sciopero. Qualcuno andrà a sostenerli oppure, finito il circo elettorale, resteranno da soli come canne nel vento? Lo so che è faticoso e non si può stare sempre in campagna elettorale, ma non possiamo fingere che non succeda niente.

Queste cose vanno combattute perché sono l’ultimo vero baluardo della Sinistra. E anche perché, nonostante tanti si riempiano la bocca, poi quelli che scendono in strada con gli operai siamo noi.

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