Savoia chi?

Di

20160614bianchi

di Casimiro Bianchi

Uno spettro si aggirava per il Congresso socialista di sabato scorso a Rivera. Uno spettro così ingombrante da non poter essere nemmeno nominato: lo spettro di Sergio Savoia. Uno spettro del quale però si sarebbe dovuto parlare, in quel “bell’esercizio di democrazia”: così Clio Rossi ha definito il dibattito sull’apertura o meno ai Verdi per una congiunzione di lista. Peraltro un bell’esercizio lo è stato davvero: dopo uno schietto confronto, per 75 a 72 è passata l’apertura. Così i Socialisti andranno a vedere se i Verdi vorranno congiungere le liste. E forse si faranno male.

Per spiegarlo, bisogna fare una premessa: i Verdi non esistono più in quanto Verdi. Di fatto, i Verdi sono il partito di Sergio Savoia. E basta. Certo, c’è una minoranza ribelle e insoddisfatta. Tuttavia per ora è solo un’ipotesi, poiché non è stata capace di produrre una leadership alternativa. Quindi, allo stato attuale delle cose, la linea dei Verdi è quella ufficiale, quella di Savoia, senza se e senza ma. La linea di un soggetto politico, sia chiaro, aderente al comitato xenofobo di Christoph Blocher contro l’adesione strisciante all’Unione Europea. Per dire il soggetto. Quello che nega l’esistenza, anzi solo la possibilità di un’area rosso-verde.

Ebbene, i Socialisti vogliono discutere con i Verdi, cioè con Savoia, per congiungere le liste. Bene. Benissimo. Ma cosa può accadere?

Ammettiamo che, sulla base del programma, un accordo si trovi e la congiunzione si faccia. Ma Savoia mette sé stesso in lista per il Nazionale e magari anche per gli Stati. Cosa fanno allora i negoziatori socialisti? Mettono il veto? Facile immaginare Savoia: “Visto? Non mi vogliono! Ce l’hanno con me! Il partito dell’odio!”. Savoia vince, il PS perde la faccia.

D’altronde i Socialisti quel veto non lo possono mettere. Il mandato del Congresso lo dice chiaro: nessuna pregiudiziale sui nomi. Perciò, se la trattativa va a buon fine, il Partito Socialista si trova in congiunzione con una lista nella quale il capofila è il più ostile e irriducibile spalatore di letame sul PS. Come pensa la Direzione socialista di far inghiottire il rospo alla propria base? Ché i militanti mica sono scemi: se le ricordano bene le carognate di Savoia sul suo blog e sui media (basta una ricerca per trovarne ampia dovizia). Ancora una volta, il PS perde la faccia.

Insomma, i negoziatori socialisti hanno una sola speranza: che la trattativa fallisca per mancanza di un accordo sulla base del programma. Ma, se si va a trattare con la speranza di fallire, che ci si va a fare? Non è un po’ ipocrita?

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!