Alla pompa di benzina solo belle tüse

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Di

20150711krumiradi Krumira

Piccadilly, Agip, Bp, tutti i negozi che affiancano le pompe di benzina utilizzano la stessa strategia di fidelizzazione dei clienti: mettere belle ragazze alla vendita.

Si sa, l’uomo reagisce istintivamente e, a causa del cervello primitivo sensibile agli stimoli sessuali visivi, laddove registra, seppur in modo inconscio, uno stimolo erotico si produce in lui una reazione che potremmo definire “voler restare”. Sì, l’acquirente di sesso maschile, abbagliato dalla bella chioma, dal seno voluttuoso appena trattenuto dalla divisa, dal fresco sorriso non vuole più andar via e per poter continuare a godere di questa improvvisa e piacevole scarica di testosterone compra due pacchetti di cicche, tre di sigarette, una Coca-Cola, il filone di pane anche se celiaco, una scatola di cioccolatini anche se diabetico e per finire il mangiare del gatto per la vicina. Le belle ragazze sono, dunque, un buon investimento per i proprietari di questi esercizi pubblici tanto che oltre il 90% delle assunzioni in questo settore è riservato alle donne, nella quasi totalità frontaliere.

Le consumatrici femminili sono assai trascurate e di bei maschioni non se ne vedono. Può darsi che avendo una porzione ridotta di cervello primitivo, le donne siano meno sensibili agli stimoli visivi. O meno inclini a spendere. Comunque sia, si tratta, battute a parte, di una discriminazione sessista ai danni dei candidati uomini. Ma per le femministe c’è ben poco di cui rallegrarsi, infatti il lavoro nei negozi vicini alle pompe di benzina ha almeno tre svantaggi gravi: è un lavoro a turni, è un lavoro pagato male e spesso con contratti su chiamata da un giorno per l’altro, e infine è un lavoro pericoloso. Le pompe di benzina sono uno dei bersagli preferiti dai rapinatori seriali e certo il fatto che, alla sera, ci sia una sola commessa non è un fattore di dissuasione.

Così queste giovani ragazze non solo devono sorridere e servire per tutto il giorno per pochi miseri franchi. Non solo hanno la grande responsabilità della cassa durante tutto l’arco della giornata. A sera, quando restano sole, sono anche esposte al rischio di rapina. Non che se ci fossero degli uomini l’effetto attrattivo per i delinquenti diminuirebbe ma, in un Cantone in cui tutti parlano e si riempiono la bocca di sicurezza e di presidio delle frontiere, nessuno si preoccupa di attuare delle misure concrete affinchè queste lavoratrici non restino sole negli orari serali.

Evidentemente il bene del borsello è superiore al bene delle belle ragazze che, usate al fine preposto, poco importa se trascorrono le ultime ore della giornata in apprensione, scrutando l’orologio e sperando che arrivi presto l’ora di chiusura. Il profitto prima di tutto.

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