Crepare nel dolore: ora si può

Di

20150701scarinci

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciForse perché troppo presi da tutti questi arcobaleni, a molti sarà probabilmente sfuggita una notiziola non proprio da niente. La Corte Suprema americana (sì, proprio quella dei matrimoni gay) tre giorni esatti dopo quella sentenza salutata dal mondo come una conquista di civiltà ha deciso che nelle iniezioni letali potrà essere usato un farmaco chiamato Midazolam. Senza alcuna prova che questo farmaco produca o no dolore al condannato.

E non è una bazzecola, perché, nell’immensa ipocrisia che accompagna quasi tutto ciò che è Made in USA, lo Stato può uccidere un proprio prigioniero ma non può causargli dolore. E in pratica la Corte Suprema ha appena dato il via libera all’utilizzo di un farmaco che non è provato stordisca il morituro, rendendolo incosciente prima che il cocktail di veleni permetta alla democratica e arcobaleno America, al passo coi diritti, come abbiamo visto, di aggiungere una tacca al numero di condannati messi a morte.

Per noi Europei è normale che un condannato sconti la sua pena in un ambiente che gli permetta, anche tramite attività ricreative, di poter tornare a vivere normalmente una volta scontato il suo debito con la giustizia. Negli Stati Uniti è invece normale che qualcuno di questi venga fucilato, messo in una camera a gas, su un lettino per l’iniezione letale o sulla sedia elettrica. Però, in caso di omosessualità, da qualche giorno, prima di essere ammazzato può sposare il proprio fidanzato. Ah, beh!

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