Guelfi e ghibellini

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20150720mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniIl Partito Socialista si trova costretto, una seconda volta, a ballare al ritmo di Sergio Savoia. C’è chi dice che la Sinistra sia di nuovo spaccata. Il capo dei Verdi, o perlomeno di quelli che lo seguono, ha dichiarato che lui ci sta a ballare il valzer elettorale coi Socialisti, a patto che sia lui l’unico ballerino sulla ribalta. Insomma, come tutti sappiamo, Savoia chiede di essere il solo rappresentante agli Stati per l’area rossoverde.

Però stavolta non sembra una vera lotta in seno alla Sinistra. In realtà ci sono sì due correnti di pensiero, ma entrambe sembrano abbastanza serene e ragionevoli ed entrambe hanno le proprie ragioni.

I primi, che probabilmente avevano votato contro la congiunzione coi Verdi già al Congresso di giugno, si ritrovano di fronte l’ennesimo diktat e non sopportano più di doversi mettere a 90 gradi per il bene collettivo, disquisendo oltretutto su quale sia effettivamente questo bene collettivo. Tollerare la congiunzione con uno che fino a ieri ti aveva preso a pesci in faccia già non è facile, farlo diventare i l tuo rappresentante è un esercizio, almeno ai loro occhi, da masochisti. Inoltre Savoia è candidato sia al Nazionale sia agli Stati. E se poi Marina Carobbio o Raul Ghisletta si trovassero accanto Savoia?

L’altra fazione, forse quella più pacifista e collettivista, pone il bene della Sinistra al centro della tenzone, ritenendo Savoia il minore dei mali per non dover avere ancora un solo rappresentante della Sinistra a Berna. E in effetti la vita per Marina Carobbio non è facile, con una deputazione per l’87,5% di destra, con personaggi adorabili come Quadri e Pantani. Riavere due rappresentanti della Sinistra a Palazzo federale servirebbe anche al PS svizzero per riequilibrare i pesi. Ricordiamo che anni fa fu proprio l’estromissione dello stesso Savoia dalla rosa dei candidati al Consiglio di Stato per i Socialisti a creare la faida che si trascina tuttora tra il leader di alcuni Verdi e l’attuale PS e nemmeno l’arrivo di Lurati al posto di Bertoli ha cambiato le carte in tavola.

E allora che ancora una volta guelfi e ghibellini si affrontino, in un bell’esercizio di democrazia. Perché essere uniti mica vuol dire andare sempre d’accordo. In fondo il trucco sta solo nel rispettare il tuo antagonista ed eventualmente ascoltarne le ragioni.

Sarà dunque il Comitato cantonale, ancora una volta, latitante in tanti movimenti, a decretare se le condizioni di Savoia saranno accettate. E forse non tutti, ma molti accetteranno la decisione scaturita dall’organo ufficiale del Partito, qualunque essa sia. Niente giochi, niente personalismi: solo persone che votano e decidono.

Ricordiamo però che, se Savoia non ha reali possibilità di diventare un antagonista per grossi calibri come Abate e Lombardi, ha delle possibilità di essere eletto al Nazionale. E quello che farà, se ci arriva, rimane un mistero per tutti.

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